Osa opporsi alle donne vescovo e gli anglicani votano per cacciarlo dal Sinodo. Ma non ci riescono

A novembre Philip Giddings, presidente della Camera dei laici, si è opposto all’ordinazione vescovile delle donne. Per questo oggi hanno cercato di cacciarlo ma la mozione di sfiducia del Sinodo anglicano non è passata.

La libertà di espressione è un bene sempre più raro e il Sinodo della Chiesa anglicana l’ha dimostrato oggi, anche se non è riuscito nel suo intento. Poche ore fa, infatti, la Camera dei laici del Sinodo – composto anche dalla Camera dei sacerdoti e dei vescovi – ha votato per sfiduciare Philip Giddings, presidente della Camera dei laici e membro che più degli altri il 20 novembre scorso si è opposto alla legislazione che avrebbe permesso alle donne di essere ordinate vescovi. La direttiva non è passata per appena sei voti proprio nella Camera dei laici, molti anglicani hanno incolpato lui dell’insuccesso e hanno per questo proposto un voto di sfiducia.

MOZIONE BOCCIATA. A sorpresa la mozione liberticida, che non ha precedenti nella storia anglicana, non è passata: 80 membri hanno votato contro e solo 47 a favore. Quali sono state in particolare le colpe di Giddings? Avere pronunciato questo discorso: «Io desidero dire, in sintesi, che non è saggio andare avanti con una misura che concerne i punti fondamentali del ministero e della dottrina se c’è una significante minoranza della nostra Chiesa che non è in grado di accettarlo. Credo perciò che bisognerebbe trovare un’altra strada».

IL COMPROMESSO. Il Sinodo aveva trovato un compromesso: la volontà delle chiese che non possono accettare un vescovo femminile deve essere «rispettata». Ma non è stato raggiunto un accordo su che cosa questo rispetto dovesse implicare. Prima del Sinodo era stata presentata una petizione da parte di 2.200 donne anglicane, in opposizione alla nuova legislazione. Secondo Susie Leafe, a capo del gruppo “Proper Provision”, «uomini e donne sono stati creati uguali da Dio, ma ci sono delle differenze nel ruolo che uomini e donne hanno all’interno della famiglia e nella Chiesa di Dio. Questo non significa essere tradizionalisti, perché molte giovani donne appoggiano la nostra petizione. Non è infatti un problema di uguaglianza, ma di teologia». La petizione chiedeva che quelle chiese che «non possono accettare questa legislazione abbiano il diritto a un vescovo alternativo, uno che condivida il loro punto di vista teologico su questo problema».

SECOLARIZZAZIONE INEVITABILE. Il tentativo di sfiduciare Giddings solamente perché non la pensa come la maggioranza è forse un altro sintomo di quello che un intellettuale anglicano conservatore come Roger Scruton diceva pochi mesi fa: «La Chiesa anglicana rappresenta un compromesso storico, un tentativo di conciliare una visione essenzialmente cattolica del cristianesimo, fondata sull’Eucaristia, con l’obbedienza al potere temporale. Una tale Chiesa è inevitabilmente vulnerabile alla secolarizzazione del potere temporale e all’affermarsi di una visione dell’ordine politico di tipo liberal-socialista».