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Guardatevi dall’indolenza artificiale

Di Rodolfo Casadei
20 Marzo 2026
Per il filosofo Olivier Rey lo scenario da temere non è quello in cui l’Ai si rivolterà contro il suo creatore. «Piuttosto saremo noi che, affidandoci totalmente alle macchine, diventeremo degli incapaci. Fa bene il Papa a dire queste verità, anche se non lo ascolteranno»
Un’immagine scattata durante il Global Artificial Intelligence Machines and Electronics Expo di Macao, Cina, 4 dicembre 2025
Un’immagine scattata durante il Global Artificial Intelligence Machines and Electronics Expo di Macao, Cina, 4 dicembre 2025 (foto Zumapress/Ansa)

Olivier Rey, scrittore, filosofo e matematico francese, insegna filosofia alla Sorbona di Parigi. Le sue opere tradotte in italiano sono Itinerario dello smarrimento, Dismisura. La marcia infernale del progresso e L’idolatria della “vita”. Recentemente è stato ascoltato in audizione da una commissione del Parlamento francese sul tema dell’intelligenza artificiale.  Nel suo messaggio per la 60esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, papa Leone XIV ha denunciato i pericoli dell’intelligenza artificiale (Ai), che rischia di compromettere la sacralità del volto e della voce della persona umana, e ha auspicato che l’innovazione rappresentata dalla Ai sia «guidata» da un’«alleanza» fra tutti i soggetti della società. Ma è davvero possibile governare l’Ai e le altre tecnologie informatiche come strumenti, oppure è un’ingenuità? Si tratta solo di capire i rischi per evitare derive, oppure queste tecnologie in quanto tali nascono da un’antropologia post-umana incorreggibile? Si...

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