Nuovo vocabolario della lingua sprecata dal tifoso italiano

Vi invito a non usare più tutti questi vocaboli riferiti al calcio. Non c’entrano nulla

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Onore (onorato, onorabile e tutto quello che attiene alla definizione: buona reputazione, rispettabilità di cui gode chi si comporta con onestà e rettitudine; senso della propria dignità che impone di comportarsi con onestà e coerenza morale); altruismo; solidarietà, vicinanza; partecipazione; bandiera (non quella arcobaleno, quella della nazione in cui ti trovi, in cui vivi, in cui nasci); Patria (intesa come nazione, come insieme di esseri umani con le loro diversità capaci di avere un tratto, leggi, sentire comune); appartenenza (senso di), prossimità; rispetto (del prossimo, di chi non la pensa come te, di chi ha un altro colore); serietà; attaccamento (alla bandiera, all’idea, alla maglia, alla patria, alla famiglia, alla fidanzata, alla moglie, all’amante, ai figli, al cane); professionalità (nel tuo lavoro, cioè fare al meglio quello che sai fare e ricevere per questo un giusto compenso); tradimento; tradito; traditore (degli amici, degli affetti, delle donne, degli uomini, dei bambini, degli esseri umani in genere, della Patria intesa come sopra); dignità; morale; moralità; fiducia, fiducioso. Vi invito, a partire dalla data odierna, a non usare più tutti questi vocaboli riferiti al calcio e per estensione ai calciatori, ai dirigenti, ai procuratori, alle squadre, alle società. E, per estensione dell’estensione anche ai giornalisti che si occupano di questi argomenti. Non c’entrano nulla con il calcio. O meglio c’entrerebbero, se voi, tifosi riuniti attorno al nulla, le adoperaste anche per rapportarvi con l’Italia e gli italiani. Invece, fuori dal pallone, neanche sapete che esistono. 

Foto Ansa

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