Google+

Norvegia. Il sesso? Ciascuno potrà decidere il suo. A partire dai 7 anni di età

luglio 8, 2015 Benedetta Frigerio

La proposta del governo per «estendere ai bambini i diritti dei transgender»: la decisione avrà valore legale e non richiederà valutazioni mediche

maschio-femmina-ansa

In Norvegia anche i bambini di 7 anni potranno “cambiare sesso”, quanto meno dal punto di vista anagrafico. E tutto ciò senza nemmeno il parere di medici o psicologi. La proposta di legge annunciata giovedì 25 giugno dal governo di Oslo è stata presentata come un progresso di civiltà senza precedenti: la misura, che dovrà essere esaminata da un comitato di esperti prima di essere sottoposta al Parlamento, sarebbe «storica – secondo le parole utilizzate dal ministro della Salute Bent Høie all’Oslo Pride Festival – in quanto non sarà più il servizio sanitario ma l’individuo a decidere se lei o lui ha cambiato sesso».

MASCHIO O FEMMINA? Poiché «le norme attuali sono inaccettabili e sono rimaste invariate per quasi sessant’anni», ha spiegato sempre Høie, la volontà del governo è di cambiare marcia «estendendo i diritti dei transgender anche ai bambini». L’intenzione è offrire anche ai minori di età compresa fra i 7 e i 16 anni la possibilità di dichiarare il proprio sesso a prescindere dalla biologia. La decisione, reversibile in qualunque momento, per lo Stato dovrà valere a tutti gli effetti, dal passaporto al codice fiscale. Nessuna valutazione medica sarà richiesta. Unica condizione: l’accordo dei genitori, ma solo fino a 16 anni. Superata questa soglia, la scelta spetterà solo all’individuo. Per il cambio di sesso con intervento chirurgico, invece, resterà in vigore l’obbligo di aver raggiunto la maggiore età.

L’UNICA COSA CHE CONTA. «Ora che stiamo realizzando questa normativa, possiamo essere orgogliosi», ha festeggiato Høie. Esultano anche le associazioni Lgbt: «È molto importante far sì che le persone transessuali molto giovani vedano rispettata la loro identità di genere», ha commentato Richard Köhler, della lobby Transgender Europe. Mentre Patricia Kaatee di Amnesty Norvegia, che aveva sollecitato il governo a intervenire su questa materia, spiega che è «un diritto umano basilare delle persone esprimere la propria identità anche nei documenti ufficiali». Kaatee apprezza particolarmente la volontà di “bypassare” i medici da parte di Oslo perché «l’unico requisito che dovrebbe essere richiesto a una persona per cambiare genere è la sua esperienza dell’identità di genere, non una diagnosi».

Foto Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

27 Commenti

  1. Jens says:

    Io mi chiedo come un paese civile e avanzato come la Norvegia possa cadere tanto in basso. Già dànno l’ingresso facile a chiunque, basta che in un anno impari il norvegese (bokmål), qui rischiano davvero di perdere l’identità!
    Secondo me dovrebbero iniziare ad adottare una politica simile a quella degli svizzeri. Guarda caso, non mi risulta che in Svizzera siano mai state approvate proposte come quella citata nell’articolo. Poi non c’è da stupirsi se i norvegesi sono spesso razzisti e omofobi, anche se non lo dànno a vedere…

  2. massimo says:

    La Norvegia si accorgerà tra qualche hanno che mostro ha creato, la natura non perdona mai.

  3. Mappo says:

    Visto che la decisone è reversibile in qualunque momento immagino che ci sarà chi si sentirà donna nei giorni pari e uomo nei giorni dispari e viceversa. Oppure uomo quando va con gli amici ad una battuta di caccia e donna quando andrà a fare shopping per le vie di Oslo. Ma la ministressa Bent quando si guarda allo specchio non si sente un tantinello ridicola? No, certo che no, la poveretta si sente addirittura orgogliosa.

    • William says:

      E dimmi, questo come potrebbe danneggiarti?

      • To.ni says:

        Se ne hai una cosi in casa te ne accorgi.
        Mappo è stato delicato e rispettoso con gli esempi perché confida nell’intelligenza altrui.

  4. angelo says:

    Alcune domande sorgono spontanee…
    1) Se qualcuno pensa di essere un cane (sicuramente ce ne sono, non solo nelle barzellette), lo togliamo dalla anagrafe comunale e lo includiamo in quella dei canili, per rispetto alla sua “identità”?
    2) Se uno crede di essere Napoleone, che ne facciamo?
    2) Hai voglia a cambiare sesso. Ma il cromosoma Y, come lo cambiano?
    3) Non capisco perchè non puntino ad abolire il sesso nei documenti? Sarebbe più semplice.
    4) Meglio andarsene da questa europa di pazzi il più presto possibile,

    • Luca says:

      In effetti, a prescindere dai problemi della Norvegia, a che serve il sesso sui documenti??
      Teoricamente, in un paese dove la costituzione vieta di discriminare gli individui in base al sesso, non dovrebbe servire a nulla. Togliamolo!

    • Romeo says:

      5) Come la mettiamo con la placca dei Pioneer? Spediamo al più presto fuori dal sistema solare un “errata-corrige”?

    • SUSANNA ROLLI says:

      No, non te ne andare!, resta con noi! Se coloro che hanno ancora un po’ di buonsenso se ne vanno resteranno solo gli illuminati del XXI secolo…E i piccoli, chi cercherà di difenderli? Quanto all’articolo si evince una noia da vita piatta che sfocia in idee fuori dal mondo come quella dei politici di cui sopra..ogni tanto ne inventano una…Resta il fatto che i bambini restano come sono , maschietti e femminucce, lo si evince dal sesso: perchè il sesso ce l’hai già ben inserito in corpo quando nasci, non è che alla nascita la mamma grida all’ostetrica:” fatemelo maschio, per favore, mettetegli il pisellino, presto, prima che cresca!!”, oppure “non mettetegli il sesso per ora, lascio che sia lui a decidere, faccio a casa io dopo!”
      Ma guarda che cosa mi tocca sentire e scrivere all’eta di 48 anni…..

      • William says:

        Susanna Rolli, Il sesso può non corrispondere all’identità di genere. Vorrei farle una domanda: secondo lei quindi non esistono bambini o adolescenti con la disforia di genere?

        • Cisco says:

          @William

          Certo che esistono persone con il disturbo psichiatrico denominato “disforia di genere” (DIG): per questo l’unico modo per tentare di risolvere il loro problema è suggerire una terapia che adatti il genere (dato che è “fluido”) al sesso; e non – viceversa – un intervento invasivo di transizione che tenti un parziale adattamento ormonale, o addirittura chirurgico, del sesso al genere, doloroso e quasi sempre fallimentare. I tassi di suicidio dopo la transizione restano spesso molto alti. E se uno cambia identità di genere – data la sua supposta fluidità – non può neanche tornare indietro.

    • William says:

      1) Qui non si tratta di sentirsi animali, ma di un altro sesso. Non facciamo paragoni campati per aria.
      2) Guardare punto uno
      2) (2 per la seconda volta, contare è difficile per certe persone, lo capisco) Il cromosoma Y non lo cambiano, e quindi? Si tratta di stare meglio con il proprio corpo, a me dei miei cromosomi non mi importa tanto, l’importante è potermi guardare allo specchio senza stare male.
      3) Perché il sesso ce l’abbiamo, non è che siamo senza 🙂
      4) Meglio andarsene dall’Italia per andare in uno di questi Paesi dove le persone come me si vedono riconosciuti i diritti e non devono stare male ogni volta che sono costrette a mostrare i documenti ^_^

      • SUSANNA ROLLI says:

        Sì, esistono, vanno aiutati, vanno amati.
        Ma questa è una possibilità che molti scartano a priori…Gesù guarisce!!
        Buon viaggio, se pensate di stare meglio, magari dopo un intervento chirurgico!!
        La felicità e la realizzazione dell’essere umano nel suo insieme (corpo, psiche, ANIMA) ti avverto che è sempre a portata di mano…

      • Q.B. says:

        Ehm.. forse non lo sai ma queste minchiate sono state digitate su questo spazio fino alla nausea.

        Ne abbiamo più o meno tutti i cabbasisi pieni quindi grazie per la partecipazione, ci hai provato, non aspettarti repliche.

        Ah si: sono retrogrado, bigotto, omofobo, represso, chiuso al dialogo, introverso e mi metto anche le dita nel naso.

        Passo e chiudo.

      • Mappo says:

        William mettiti l’animo in pace: NON ESISTE L’IDENTITA’ DI GENERE, potrete fare tutte le leggi ideologiche e folli che volete, ma non potrete mutare la semplice realtà.

      • Torsten says:

        rispetto al punto due, william: è proprio questo che non si spiega.

        Il tuo corpo sei tu. I tuoi cromosomi pure. E siete un tutt’uno. Perché ti accontenti di vederti allo specchio, la tua esteriorità, e dici che i tuoi cromosomi non ti interessano? Solo perché non si vedono? Non puoi negare una parte di te, perché il primo a soffrirne sarai tu! Quella parte di te va approfondita e capita, unicamente per via del fatto che È fatta in un certo modo, e di là non si scappa. La realtà è lì, da vedere.

        Io capisco bene che molti non si sentano “a proprio agio” nel proprio corpo, ma la soluzione è veramente quella di massacrarsi di chirurgia estetica per darsi il corpo desiderato? Sapere che qualcuno ti vuole così, esattamente così come sei non ti fa pensare che forse, se sei maschio (o femmina) è per te e la tua felicità?

  5. Cisco says:

    Certo che quelli di Amnesty sono proprio degli ingrati: nei paesi “arretrati” come il nostro i seguaci della lobby LGBTQIetc avevano appena finito di spiegarci che la teoria del gender non esiste e questi che ti combinano? Ti mostrano un esempio di scuola di teoria del gender applicata e addirittura suggerita come Best Practice: adesso magari diranno che sì esiste, ma non come teoria, bensì come prassi…

    • SUSANNA ROLLI says:

      Cisco, gli “illuminati” del XXI secolo ci saranno sempre, il problema riguarda gli altri…Quando si sveglieranno “dal sonno stanco delle vostre anime”? (Regina della Pace) Alle calende greche? Piazza San Giovanni: meglio tardi che mai!!

  6. Antonio says:

    e ovviamente la suddetta scempiaggine sarà condita da opportune leggi per zittire, punire, imporre il pensiero unico progressista a chi dissente.

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Il Paradiso andata e ritorno - Di Giovanni Fighera

Tempi Motori – a cura di Red Live

Piegano come una moto (a volte pure di più) ma offrono più sicurezza e abitabilità. Con un buon "allestimento" possono essere una valida alternativa all'auto offrendo velocità e agilità da scooter e protezione (anche dei vestiti) da auto. Sono i mezzi a tre ruote, sia scooter sia moto, con sistema di basculamento. Quasi tutti scooter hanno però una guest star. Ecco quali sono e come vanno.

L'articolo Moto e scooter, quando due ruote non bastano. Ecco i migliori tre ruote proviene da RED Live.

I prezzi partono da 24.650 euro, quattro gli allestimenti disponibili

L'articolo Peugeot 2008, arriva il 1.5 BlueHDi con cambio automatico proviene da RED Live.

Per chi vuole qualcosa in più della solita Sport Utility, con l'accento sulla sportività. Farà il suo debutto ufficiale al Salone di Parigi, in ottobre

L'articolo Skoda Karoq Sportline, la SUV che va di fretta proviene da RED Live.

Al debutto l'EAT6 con il BlueHDi da 120 cv, già in regola con la normativa Euro 6.2.

L'articolo Citroën C3 Aircross, il cambio automatico arriva anche sulla Diesel proviene da RED Live.

L’originale tre ruote Piaggio compie 70 anni e li festeggia con un grande raduno a Salsomaggiore Terme. Le iscrizioni sono aperte

L'articolo Euro Ape 2018, dal 21 al 23 settembre 2018. Info e iscrizioni proviene da RED Live.