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Il «muro di droni» dell’Ue è già pieno di crepe

Di Leone Grotti
06 Ottobre 2025
La proposta della Von der Leyen non piace ai principali paesi europei, che hanno dubbi sui costi, sull'utilizzo e soprattutto non vogliono che Bruxelles si intrometta in materia di difesa
Utilizzo di droni durante un'esercitazione Nato
Utilizzo di droni durante un'esercitazione Nato (foto Ansa)

Prima ancora che venga costruito un singolo drone e prima ancora che sia stato neutralizzato un singolo velivolo russo, il «muro di droni» evocato durante lo stato dell'Unione da Ursula von der Leyen è già stato abbattuto, come spesso accade, dalle divisioni interne tra i paesi membri. I dubbi dei paesi europei Negli ultimi mesi droni russi hanno sorvolato Polonia e Romania, mentre velivoli non ancora identificati - anche se tutti puntano il dito contro Mosca - hanno creato disagi in Danimarca, Norvegia e Germania. Tutti, o quasi, sono d'accordo in Unione Europea che sul fronte orientale vada aumentata la sicurezza e che non si può continuare a contrastare velivoli che costano 10 mila euro l'uno con missili che valgono centinaia di migliaia di euro, come fatto dai jet della Nato sui cieli polacchi. I dubbi però che attraversano le cancellerie europee sono sempre gli stessi: 1) chi paga? 2) come e dove usare i droni? 3) chi decide militarmente come, quando e dove agire visto che Brux...

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