Esposto a Roma l’entusiasmante risultato di una immane impresa di riscoperta e restauro di opere d’arte di varia natura e provenienza
Jan II Borman, Adorazione dei Magi (particolare), 1495-1510 circa, Milano, basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore
Insieme a un paio di mostre di taglio monografico, Restituzioni. Tesori d’arte restaurati è la più interessante fra quelle che ho visto, in presenza o a distanza, nel 2025. Giunta alla sua ventesima edizione, è importante per varie ragioni: la difformità dei 128 pezzi esposti freschi di restauri; l’accuratezza dei medesimi restauri, visualizzati nel loro svolgersi da video che affiancano le opere; il coinvolgimento di sessanta laboratori in Italia e uno all’estero; la bellezza o la curiosità di ogni esemplare, siti in enti pubblici e privati, sovente spiazzati rispetto a quelli calcati negli itinerari di massa; la distribuzione delle provenienze che seguono un ordine regionale senza favoritismi; la singolare natura di innumerevoli pezzi, che contribuisce a rendere il percorso espositivo più accattivante di quanto non siano taluni di contenuto monotematico. Il complesso radunato, nella sua diversificazione, non risulta affatto frammentario perché il denominatore comune è il restauro. No...
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