Montecitorio, richiesta l’autorizzazione all’arresto per Cesaro

Il deputato di Forza Italia ed ex presidente della provincia di Napoli è indagato dalla dda campana per concorso esterno con la camorra: «Grande amarezza accuse ingiuste, chiederò alla Camera di autorizzare il mio arresto»

Il giorno dopo in cui la Camera ha votato favorevolmente alla richiesta d’arresto dell’ex ministro e deputato di Fi Giancarlo Galan, oggi il clima di “terrore giudiziario” continua ad aleggiare su Montecitorio, con una nuova richiesta di arresto per un deputato, questa volta Luigi Cesaro (Fi), avanzata dalla procura antimafia di Napoli. Cesaro, ex presidente della provincia di Napoli, è indagato per presunte irregolarità nella concessione di appalti a ditte collegate ai Casalesi nel comune di Lusciano (Caserta).

«CHIEDERO’ DI VOTARE SI’». Il deputato Cesaro ha rilasciato una dichiarazione alla stampa poco dopo aver appreso che la dda di Napoli aveva presentato la richiesta alla Giunta per le autorizzazioni: «Grande è la mia amarezza di fronte ad un’accusa ingiusta. Come già anticipato, chiederò che la Camera autorizzi rapidamente l’esecuzione del provvedimento, sia perché ritengo giusto che io venga trattato come un comune cittadino, sia perché, finalmente, potrò uscire da un incubo che mi accompagna da anni».

LA VICENDA GIUDIZIARIA. Cesaro è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta, in un’indagine che ha coinvolto anche l’ex consigliere regionale campano Nicola Ferraro (Udeur), e i due fratelli dell’ex presidente della provincia, Raffaele e Aniello Cesaro. Secondo l’accusa nel 2004 Cesaro e l’ex boss dei Casalesi Luigi Guida si accordarono per l’assegnazione degli appalti relativi al Piano di insediamento produttivo di Lusciano. In particolare la procura antimafia ha basato la propria inchiesta sulle dichiarazioni di due pentiti casalesi, lo stesso Luigi Guida e il camorrista Gaetano Vassallo. Secondo i due pentiti due appalti vennero affidati proprio alle aziende della famiglia Cesaro, su pressioni del clan Bidognetti. Al termine delle indagini il gip del Tribunale di Napoli ha accolto compressivamente le richieste di arresto per 7 indagati, tra cui appunto Luigi Cesaro, e ne ha rigettate altre 7. Già qualche giorno fa Cesaro aveva anticipato l’intenzione di rinunciare alla propria immunità parlamentare.

INTANTO GALAN È A OPERA. Ieri sera, solo poche ore dopo che la Camera aveva votato di sì alla richiesta di arresto per Giancarlo Galan (indagato nell’inchiesta sul Mose), intanto l’ex governatore del Veneto è arrivato al carcere di Opera (Milano) accompagnato da alcuni agenti della polizia penitenziaria. Galan, reduce da 12 giorni di ricovero in ospedale, è stato condotto in una cella nel centro diagnostico terapeutico del carcere, dove potrà ricevere un monitoraggio sanitario permanente. Galan era stato dimesso dall’ospedale di Este (Pd) solo pochi istanti dopo il voto: la Guardia di finanza, su ordine della procura di Venezia ieri ha sequestrato in ospedale la cartella clinica. I pm vogliono capire come mai, malgrado la prognosi iniziale fosse stata di 45 giorni, Galan è stato dimesso rapidamente.