Michel Platini: l’uomo delle rivoluzioni

Prima, da calciatore, ha vinto tutto tranne i Mondiali, poi ha cambiato tutto, gli mancano solo i bilanci dei club. Michel, di origini italiane, passerà alla storia per aver allargato la Champions a tutte le squadre vincitrici dei campionati nazionali, per aver aumentato i partecipanti all’ultima fase da 16 a 22 e per aver spostato la finalissima dal mercoledì al sabato

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A un passo dall’Inter, fece la storia della Juventus. Michel nasce il 21 giugno 1955 a Joeuf – un paesino del nord della Francia nella Lorena – da una famiglia di origini italiane (il nonno paterno viveva ad Agrate Conturbia nelle colline novaresi). Nel 1973 fa il suo debutto nel calcio professionistico con la maglia del Nancy nella serie B francese. Conquistata la promozione nella massima serie, prima di lasciare la squadra vince una Coppa di Francia.

A un passo dall’Inter, fece la storia della Juventus. Michel nasce il 21 giugno 1955 a Joeuf – un paesino del nord della Francia nella Lorena – da una famiglia di origini italiane (il nonno paterno viveva ad Agrate Conturbia nelle colline novaresi). Nel 1973 fa il suo debutto nel calcio professionistico con la maglia del Nancy nella serie B francese. Conquistata la promozione nella massima serie, prima di lasciare la squadra vince una Coppa di Francia.

Nel 1978 passa al Saint-Étienne e nel 1981 vince il suo primo campionato. Nel 1982 arriva in Italia, acquistato per pochi milioni di lire dalla Juventus. A volerlo è l’avvocato Agnelli in persona. Qualche anno prima era stato contattato dall’Inter, ma i dirigenti nerazzurri non erano convinti del suo talento. Dopo cinque stagioni si ritira ad appena 32 anni. Dall’88 al ’92 è Ct della nazionale francese.

Gli manca solo il Mondiale. Nei suoi 15 anni da calciatore professionista Michel conquista molti trofei. In Francia, tra Nancy e Saint-Étienne, vince una Coppa nazionale e un Campionato. In Italia, nei 5 anni di Juventus, una Coppa nazionale e due scudetti, una Supercoppa Uefa, una Coppa delle Coppe, una Coppa Campioni e una Coppa Intercontinentale. Con la nazionale francese, da capitano, si laurea campione europeo nel 1984. A livello individuale è l’unico calciatore ad aver vinto tre volte consecutivamente il Pallone d’Oro (1983-’84-’85), e negli stessi anni è stato capocannoniere della Serie A, capocannoniere dell’Europeo 1984 (9 gol) e della Coppa Campioni dell’85 (7 gol). È considerato il miglior calciatore degli anni Ottanta, miglior calciatore francese del XX secolo e viene inserito nella lista dei 100 calciatori più forti al mondo.

Il trampolino di lancio sono i Mondiali francesi. Smessi i panni da allenatore cambiò totalmente registro e si mise in doppiopetto passando dal campo ai consigli d’amministrazione. Una volta diventato vicepresidente della federazione di calcio francese viene nominato direttore generale del comitato organizzatore dei Mondiali che si sarebbero svolti in Francia (1998). Dopo il successo dell’evento si accosta a Sepp Blatter e dal 2002 fa parte dell’esecutivo della Fifa. Nel 2007 viene eletto presidente della Uefa battendo lo svedese Lennart Johansson (che aveva guidato l’organizzazione dal 1990 al 2007). Fino ad oggi si è sempre opposto all’utilizzo della moviola in campo proponendo come alternativa l’aumento degli arbitri durante una partita. Nella sua pur breve carriera da “politico” gli manca solo la poltrona di presidente Fifa.

Ora si fanno i conti con il fair play finanziario. L’intraprendente Michel, così come nel calcio, passerà alla storia per tutte le rivoluzioni attuate nel mondo del pallone. In primo luogo ha allargato la Coppa dei Campioni a tutte le squadre vincitrici dei campionati nazionali (che per accedere alle fasi finali dovranno passare da diversi turni preliminari). Ha aumentato i partecipanti alla fase finale della coppa da 16 a 22 formazioni. Da due anni ha spostato la finalissima della Champions League dal mercoledì al sabato sera dimostrandosi attento all’aspetto economico del calcio. È il principale promotore del fair play finanziario che entrerà in vigore in Europa dal campionato 2014-15 e che obbligherà le squadre ad avere un bilancio in regola (in pratica non potranno spendere più di quello che guadagnano), pena l’esclusione dalle competizioni internazionali.

 

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