Se le Metamorfosi di Ovidio sono troppo violente per essere spiegate all’università

Alcuni studenti della Columbia University hanno chiesto di “marchiare” l’opera, colpevole di indugiare in descrizioni esplicite di stupri e atrocità

Rubens-Death-of-SemeleArticolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) –Lo chiamano “trigger warning” ed è un termine che è stato coniato per indicare quelle immagini che possono suscitare reazioni indesiderate in soggetti che hanno subìto delle violenze. Alcune università statunitensi hanno così deciso di segnalare delle opere letterarie o cinematografiche, esplicitando che in esse sono affrontati temi “sensibili”. Si vuole evitare, ad esempio, che a un universitario che ha subìto un abuso, la visione di un film provochi uno shock.

Così alcuni studenti della Columbia University hanno chiesto di “marchiare” Le Metamorfosi di Ovidio, colpevoli di indugiare in descrizioni esplicite di stupri e atrocità. Secondo il comitato che si occupa di «vigilare sul multiculturalismo dell’università» (sic), il testo contiene, «al pari di molti libri del “canone” occidentale, materiale offensivo e violento che marginalizza le identità degli studenti nella classe».

Il fatto ha generato un certo dibattito in America, dove gli eccessi del politicamente corretto hanno ormai raggiunto vette grottesche. Verrebbe da chiedersi allora come dovremmo comportarci con certe pagine della Bibbia, della Divina Commedia e delle tragedie di Shakespeare. Soprattutto viene da chiedersi cosa ci stiano a fare i professori in classe durante le lezioni, che di quelle opere sono il “filtro” vivente e attuale attraverso cui quegli studenti le apprendono e comprendono. Le idiozie del politicamente corretto prosperano sempre laddove i rapporti umani ed educativi sono ridotti a regole di buon decoro.