I calciatori irlandesi McClean e McGeady. Un’appartenenza più forte di ogni minaccia

Il suo esordio agli Europei lo ha fatto nella disfatta contro la Spagna. ChissĆ  se il Trap lo vorrĆ  adottare ancora sulla fascia stasera contro l’Italia, a rimpiazzare un’appannato Duff. Ma al di lĆ  di come si comporterĆ  James McClean, la sua convocazione con la Nazionale irlandese ha fatto notizia per gli infelici strascichi che ha avuto. McClean ĆØ stato infatti minacciato per aver deciso di dare la propria disponibilitĆ  alla squadra di Giovanni Trapattoni, rinnegando a tutti gli effetti la sua terra natale, l’Irlanda del Nord, per la quale aveva, tra l’altro, giocato nelle nazionali minori.

Innanzitutto, di chi parliamo. McClean ĆØ un ala sinistra del 1989, nata a Derry, cittĆ  del Nord Irlanda tristemente famosa per i 17 morti provocati dal ā€œBloody Sundayā€ del 1972, quando i paracadutisti britannici interruppero col fuoco una manifestazione in difesa dei diritti umani. McClean ĆØ nato molto dopo rispetto a quei fatti, ma anche lui ha dovuto fare i conti con la tensione che la sua terra grondava: le rivalitĆ  tra cattolici e protestanti, tra repubblicani e unionisti sono decisamente calate nel corso degli anni Novanta, ma non sono mai state dimenticate. Lui, cattolico, ha sempre pensato a giocare a pallone, e dopo la lunga gavetta nelle squadre di calcio locali, la sua carriera calcistica gli ha dato la possibilitĆ  di approdare in un campionato di prestigio l’estate scorsa: ad ingaggiarlo ĆØ stato il Sunderland in Premier League. Coi Black Cats McClean quest’anno ha fatto vedere le sue doti: fino a dicembre confinato in panchina, col cambio di allenatore ha trovato lo spazio per diventare titolare e collezionare qualche importante apparizione, e le sue 26 presenze e 6 gol hanno attirato l’attenzione di Giovanni Trapattoni che, come detto, l’ha chiamato nella Nazionale irlandese.

Lo scorso maggio, James ha voluto annunciare su Twitter la sua gioia per la convocazione:Ā Ā«Sono assolutamente onorato e felice di essere stato chiamato a rappresentare il mio paese ai Campionati EuropeiĀ». Ma tra i diversi messaggi di rallegramento e complimenti, c’ĆØ stato anche chi ha voluto esprimere tutta la sua rabbia e odio nei confronti del tradimento di McClean: due tifosi in particolare, hanno minacciato di sparare al giocatore. Dal canto suo, McClean non si ĆØ spaventato per queste intimidazioni, ma ĆØ rimasto saldo nella sua scelta di partecipare agli Europei con la squadra irlandese. Un mese fa, quando ha accettato la prima convocazione, ha spiegato perchĆ© non voleva più giocare con l’Irlanda del Nord, ricordando le sue partite col Derry: Ā«Ti guardi intorno da cattolico e vedi solo Union Jacks, e senti le canzoni dei tifosi. Non mi sentivo affatto a casa. E anche in squadra mi sentivo un outsiderĀ».

McClean non ĆØ il primo sportivo che da quelle parti deve fare i conti con insulti e intimidazioni per le sue dichiarazioni in materia religioso-politica. Anni fa era capitato a Neil Lennon, attuale allenatore del Celtic, che abbandonò la rappresentativa nordirlandese in seguito alle minacce di morte ricevute da alcuni tifosi. Sotto accusa, le sue parole dopo la partita contro Cipro dell’agosto 2002: parlava del sogno di poter giocare in una squadra che potesse rappresentareĀ  l’Irlanda unita, senza distinzioni tra Eire e Ulster. E tra i convocati del Trap, c’ĆØ anche un altro giocatore che, anni fa, denunciò di aver ricevuto messaggi di minaccia: ĆØ Aiden McGeady, ala nata a Glasgow, in Scozia, ma naturalizzato irlandese grazie alle origini del padre. Diventato famoso per la ā€œMcGeady spinā€, una variante della veronica eseguita con un colpo di tacco, ha giocato fino a qualche anno fa per la compagine cattolica della cittĆ  scozzese, salvo poi trasferirsi nell’estate 2010 allo Spartak Mosca. A costringerlo al trasferimento furono le tante intimidazioni dei tifosi scozzesi, che non avevano mandato giù la sua scelta di giocare per la selezione irlandese.
colpodireni.wordpress.comĀ 

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