Mancini gioca il derby con lo United. Ma quest’anno la rimonta non riuscirà

Un anno fa si scontrarono più o meno in questo periodo: l’aria di aprile era la stessa, il giorno della settimana pure, e la zuccata di Kompany regalò vittoria e primato al Manchester City, che coronava in quel momento un recupero di otto punti sulla rivale, agganciata in vetta a quattro giornate dal termine. Poche settimane dopo lo stesso difensore belga avrebbe festeggiato per primo il ritorno del City alla vittoria in campionato dopo 44 anni. Sono passati poco meno di 12 mesi, e il derby di Manchester di stasera avrà tutto un peso diverso: le posizioni delle due squadre sono le stesse, United primo e Citizens secondi, ma le distanze che intercorrono sono diversissime, visti i 15 punti di distacco che vedono i Red Devils cavalcare sicuri verso il titolo. Un anno fa il miracolo riuscì a Mancini, quest’anno tempi e punti sono diversi e se Ferguson dovesse farcela a vincere alzerebbe il suo ventesimo titolo nel campionato inglese.

SABATO SFIDA AL CHELSEA IN FA CUP. Largo così ad un derby tutt’altro che scontato per l’esito, una stracittadina che metterà in campo fior fior di campioni ma che certo appare un po’ più offuscata rispetto ai precedenti più freschi. Se lo United vince allunga e va a +18, cifra record che gli consegnerebbe una delle Premier più scontate di sempre. Se il City vince cambia poco, ma almeno permetterebbe a Mancini di accumulare la giusta fiducia in vista della semifinale di FA Cup, unico trofeo rimasto ai Citizens da contendere: Oltremanica le coppe di lega contano eccome, anche se forse da Tevez e compagni ci si aspettava qualcosa di più, essendo usciti subito in Champions ed essendo ormai da tanti mesi lontani dai rivali concittadini. La stagione mediocre degli Sky blue ha messo alle strette Mancini, per il quale si parla di un possibile addio: la vittoria in FA Cup sarebbe fondamentale per permettere allo jesino di portare avanti un ciclo iniziato ormai 4 anni fa sotto le migliori intenzioni. All’Etihad Stadium volevano fare di lui un nuovo Ferguson, con contratti lunghi e successi assicurati: il ritorno alle vittorie in coppa e campionato dopo decenni di digiuno sembravano i segnali più giusti di un binomio che già ora però sembra vedere la fine. I nomi per il dopo si inseguono, lui sta guardingo e attende di giocarsi almeno la partita col Chelsea di sabato prossimo, semifinale di FA Cup.

FERGIE FA SCUOLA. A battere il Mancio quest’anno è stato uno United stratosferico, perfetto e maledettamente cinico in ogni partita. L’arrivo di Van Persie ha dato ulteriore appeal ad una squadra già forte e pragmatica, ispessitasi ancor di più sotto rete con le magie dell’olandese ex-Arsenal e che, se non fosse stato per un arbitro turco maldestro, ora potrebbe essere tranquillamente a giocarsi i quarti di Champions. Giù il cappello all’ennesimo capolavoro firmato Ferguson, con l’augurio che la pazienza dello scozzese faccia scuola, anche in casa City: 27 anni sulla panchina dello stesso club sono certo frutto di ottimi risultati, ma anche della lungimiranza di chi ha saputo attendere quando a Fergie le cose non giravano per il verso giusto. Con Mancini dovrebbero fare uguale: ricordarsi lo sviluppo che la squadra ha avuto (e non solo per gli innesti milionari ricevuti), ricordarsi il ritorno alla vittoria in campionato e offrirgli un’altra possibilità. A partire dalla FA Cup.

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