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Il magnifico potere di noi senza potere davanti all’avanzata dell’Ai

Di Pietro Piccinini
21 Agosto 2026
Non solo la critica a una deriva hi-tech in grado di «svuotare l’umano». Il bello della prima enciclica di Leone «è che non ci solleva mai dalla nostra responsabilità, per piccola che sia», dice a Tempi don Javier Prades
Copie di “Magnifica Humanitas” esposte alla presentazione della prima enciclica di papa Leone XIV il 25 maggio 2026 in Vaticano (foto Ansa)
Copie di Magnifica Humanitas esposte alla presentazione della prima enciclica di papa Leone XIV il 25 maggio 2026 in Vaticano (foto Ansa)

Don Javier Prades López, teologo, già rettore dell’Università ecclesiastica San Dámaso di Madrid, conosce come pochi la materia di cui tratta la Magnifica Humanitas, e specialmente la parte “clou” sull’intelligenza artificiale, avendo guidato il gruppo di lavoro della Commissione teologica internazionale (Cti) incaricato di approfondire uno studio sull’«antropologia cristiana di fronte ad alcuni scenari sul futuro dell’umano» poi riversato nel febbraio scorso in Quo vadis, humanitas?, documento che nella prima enciclica di papa Leone XIV è citato almeno tre volte. Tempi gli ha chiesto un aiuto a comprendere i più recenti, vorticosi sviluppi della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale” con la capacità di giudizio offerta dalla saggezza bimillenaria della Chiesa. Il Papa nell’enciclica menziona più volte Quo vadis, humanitas?, in particolare nel capitolo dedicato all’intelligenza artificiale e nei passaggi su transumanesimo e postumanesimo, i principali destinatari della parte criti...

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