Le nuove buone maniere: cosa sono e come difendersi

Di Francesco Galofaro
12 Febbraio 2026
Il contributo di Francesco Galofaro (Università Iulm, Milano) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione ad un saggio di Guia Soncini sulle buone maniere

«Non perdete tempo. Prima attaccate oppure fate scendere il morto e, solo dopo, potrete fare altro che sia consentito». La citazione non è tratta dalla regola dei cavalieri del Santo Sepolcro, ma da un più prosaico opuscolo sull’etichetta nel gioco del bridge. A scorrerlo, risultano piuttosto evidenti alcune caratteristiche funzionali e sociali delle buone maniere. Anzitutto, lubrificano relazioni sociali potenzialmente conflittuali: «non è giusto, di fronte agli avversari, lodare il partner per un gioco straordinariamente buono o di difesa». Le buone maniere sono inclusive dal punto di vista di genere: «d’altra parte, è anche cattivo comportamento rimproverare sarcasticamente il partner quando lui o lei giocano meno bene». D’altro canto, l’etichetta è esclusiva dal punto di vista della classe: «se è accettabile nel basket o nel calcio fare “il cinque” nel momento in cui si effettua una manovra di successo, tale comportamento non è consentito nel gioco del bridge». Alcune regole risultano del tutto incomprensibili ai profani («è immorale esitare quando si ha un singoletto»).

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