«Le note discordanti rovinano la sinfonia»? “Crescendo”, il film pro life con finale a sorpresa

È stato pubblicato in rete il breve film che narra la tormentata vicenda di una donna incinta, tradita e maltrattata dal marito. Il veleno, il pianoforte e una decisione di cui non pentirsi

È stato definito uno degli strumenti più potenti del movimento pro life. Crescendo è un cortometraggio che fu girato per essere diffuso attraverso internet e sensibilizzare quante più persone possibili sul tema dell’aborto. La pellicola ha vinto il “Best Short Film” all’Hollywood Film Festival del 2012 e altri dieci premi cinematografici internazionali. I produttori hanno capito di poter utilizzare la loro opera per raccogliere fondi e aiutare le donne incinta in difficoltà. Così, portando il film in tutto il mondo, sono riusciti a raggiungere la cifra di 6 milioni di dollari.

LA TRAMA. La storia è ambientata nella Germania del Settecento e narra di una donna condannata a vivere un inferno quotidiano. Tradita e maltrattata da un uomo che pensa solo al suo pianoforte, non vuole mettere al mondo un figlio che viva il suo stesso supplizio. La donna prova ad abortire ,ripetendo una frase del marito: «Le note discordanti rovinano la sinfonia». E se invece non fosse così? Il finale lo rivela in maniera sorprendente.

COME JUSTIN BIBER. I produttori non avrebbero mai immaginato che il film (in tedesco e con sottotitoli in inglese) potesse avere tanto successo, perciò, ha detto il produttore Jason Scott Jones, «il nostro obiettivo è quello di raccogliere 10 mila dollari per ogni centro di aiuto alla vita che sponsorizza la visione di “Crescendo”». Scritto e diretto da Alonzo Alvarez, il film è stato prodotto, oltre che da Scott Jones,  anche da Eduardo Verastegui, già produttore di Bella, e da Pattie Mallette, la madre del cantante pop Justin Bieber, nota per non aver abortito il figlio nonostante le pressioni per la sua giovane età. «La mia speranza – ha spiegato Mallette – è che attraverso questo mio coinvolgimento si possa incoraggiare le giovani donne di tutto il mondo, per far sapere loro che c’è un posto dove andare (…), ma se pensi di non avere nessun altro a cui rivolgerti c’è Mallette».