Il Lazio non ha rispettato il patto di stabilità e ora ciao ciao fondi per le scuole paritarie

Le 768 scuole dell’infanzia paritarie, di cui 285 comunali insieme a 211 scuole elementari, 99 medie e 95 superiori rischiano la chiusura perché il Lazio non incasserà i 24,1 milioni di euro dallo Stato.

La scuole paritarie del Lazio rischiano grosso. Non stiamo parlando solo di quelle gestite da privati o religiosi, ma anche delle scuole comunali. Alunni che costano allo Stato circa 500 euro l’anno, contro i seimila spesi per quelli delle statali. Se tutto andasse per il peggio ci si rende conto di quale costo avrebbe per le casse dello Stato un tale patatrac?
Tempi.it ve ne ha già parlato: la Regione di Nicola Zingaretti (Pd) non ha rispettato i parametri del patto di stabilità. Questo significa che le 768 scuole dell’infanzia paritarie, di cui 285 comunali insieme a 211 scuole elementari, 99 medie e 95 superiori rischiano la chiusura perché il Lazio non incasserà i 24,1 milioni di euro dallo Stato.

SENZA FONDI SI CHIUDE. Non si scappa. Poiché il Lazio non ha rispettato i parametri imposti dal patto di stabilità non ha diritto alla sua fetta di fondi. Il risultato è quello che ha amaramente constatato in un’intervista a Romasette Filippo Morlacchi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale scolastica: «Una media annuale di quattro-cinque scuole chiuse negli ultimi dieci anni. Ma senza fondi, il prossimo anno a chiudere saranno molte di più. Bisogna capire che le scuole paritarie non sono solo quelle gestite da enti religiosi. Ci sono anche scuole comunali e istituti gestiti da privati. In molti non vedono l’ora di far chiudere queste strutture, perché ritengono che i fondi debbano andare solo a quelle statali, senza comprendere che le paritarie offrono un servizio pubblico, indispensabile, riconosciuto dallo Stato che altrimenti non ce la farebbe a rispondere per intero alla domanda scolastica. È proprio per via di questo riconoscimento che ricevono fondi pubblici. Ora, senza questa cifra, si rischia un disservizio. Si rischiano posti di lavoro. Forse i fondi saranno sbloccati più in là, ma nel frattempo, quante scuole riusciranno ad andare avanti?».