La “tassa Nutella” dovrebbe far bene alla salute e invece fa bene solo alle casse francesi (forse)

Il Senato francese ha deciso di aumentare la tassa sull’olio di palma da 100 a 400 euro, così la Nutella costerà 6 centesimi di più al chilo. Ma la ricetta contro la crisi delle tasse potrebbe essere un boomerang per Hollande.

La Francia si è definitivamente inimicata la Ferrero e il suo prodotto di punta: la Nutella. La nuova tassa francese che va a colpire l’olio di palma, ridefinita “tassa Nutella”, è stata approvata ieri dal Senato. Con 212 voti a favore e 133 contrari, è stato inserito all’interno del budget sulla Sicurezza sociale un emendamento che aumenta la tassa sull’olio di palma da 100 a 400 euro, un ingrediente essenziale dell’industria dolciaria del cioccolato.

LA NUTELLA NON È GRASSA. La Nutella, che fa uso dell’olio di palma e che per colpa della nuova legge dovrà aumentare il prezzo del suo prodotto di 6 centesimi al chilo, ha comprato oggi due pagine di pubblicità su tutti i maggiori quotidiani francesi per rimarcare che «la Nutella è deliziosa, ma perché al suo interno c’è l’olio di palma?». Nelle pagine viene spiegato come «in modo ingiusto» la Nutella si ritrovi al centro del dibattito. Spiega: «Una tartina con la Nutella contiene meno grassi saturi della maggior parte dei cibi che si mangiano a colazione».

I COMUNISTI TRADISCONO ANCORA HOLLANDE. Il voto che ha condannato la Nutella è però ancora provvisorio. Non solo, infatti, l’emendamento potrebbe essere bocciato dalla Camera, che ha il potere di decidere in via definitiva, ma lo stesso budget della Sicurezza sociale, all’interno del quale l’emendamento è stato approvato, è stato respinto in toto dal Senato grazie al voto dei comunisti francesi, alleati dei socialisti, che però si sono rivoltati contro il partito di Hollande spalleggiando l’opposizione.

LA TASSA NUTELLA FA DAVVERO BENE? La “tassa Nutella” dunque potrebbe ancora essere ritirata ma a fare arrabbiare gli imprenditori, e in particolare Ferrero, è la motivazione della legge. Il balzello infatti è stato giustificato dai socialisti con parole salutiste: i grassi saturi fanno male, quindi bisogna tassarli di più. È difficile stabilire se le “tasse etiche” facciano davvero bene ai galletti, di sicuro fanno bene alle casse statali francesi. La decisione di abbassare il debito francese aumentando le tasse, pratica in cui Hollande si è dimostrato un maestro, potrebbe però rivelarsi un boomerang. Oggi l’Economist ha dedicato la sua copertina alla Francia, con questo titolo: «La bomba a orologeria nel cuore dell’Europa». Il riferimento è allo stato finanziario ed economico dei galletti. Commenta il Foglio: «Servirebbe una Francia pronta a fare un Grand Bargain con la Germania. Ma Hollande è arroccato sulla difesa della sovranità, mentre la sua dottrina economica tutta tasse è una ricetta per il fallimento».