«Ho pensato davvero che sarei morta». L’iperemesi da cannabinoidi (Chs) colpisce milioni di americani. «In pronto soccorso vediamo ormai ogni giorno cosa significa fumare fino a impazzire»
Foto di Elsa Olofsson su Unsplash
«Ho pensato davvero che sarei morta». Mentre Donald Trump valuta di riclassificare la marijuana come droga meno pericolosa – una mossa bipartisan che piace a democratici e repubblicani, a Wall Street come ai millennial –, Shaylin Schlosser, 27 anni, agente di viaggi di Edmonton, in Alberta, ricorda con orrore una notte del 2021. Vomito incontrollabile, crampi lancinanti all’addome, il terrore di non riuscire a chiamare i soccorsi. Diagnosi: sindrome da iperemesi da cannabinoidi (Chs), un disturbo che colpisce chi consuma troppa marijuana. Il rimedio, spiegano i medici, è uno solo: smettere di fumare erba, per sempre.
Ma la libertà di fumare, legalizzata in Canada tre anni prima, sembrava più forte di qualsiasi dolore. Schlosser finì al pronto soccorso almeno altre 10 volte e soffrì di nausea quasi costante per quattro anni. «Era pura sofferenza», ha raccontato a The Free Press. «Ogni 30 secondi, il mio corpo espelleva qualcosa contro la mia volontà». Quello di Schlosser non è un caso e...
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