La proposta a costo zero di FederlegnoArredo trova consensi. Ora tocca alle istituzioni rispondere

Snaidero: “Solo la detrazione Irpef del 50 per cento sugli arredi può garantire una ripresa dei consumi salvando decine di migliaia di posti di lavoro”.

“Se non verrà accolta la richiesta di inserire gli arredi nella detrazione Irpef del 50% il numero di imprese che chiuderà sarà di proporzioni tali da indurre le istituzioni a doversene occupare nei prossimi mesi in condizioni ancor più drammatiche e dolorose per tutti”, dichiara il presidente di FederlegnoArredo, Roberto Snaidero.

A distanza di una settimana dalla conferenza stampa che ha visto risuonare il grido di allarme (in cinque anni persi oltre 51.000 posti di lavoro, più di 10.000 aziende e 14 miliardi di fatturato) la federazione confindustriale delle imprese del legno arredo rilancia con forza la proposta ( “Assolutamente a costo zero per le casse dello Stato”, sottolinea Snaidero) che garantirebbe un incremento dei consumi nazionali di arredamento del 20% (pari a circa 1,2 miliardi di euro) con evidenti benefici a “cascata” su numerosi altri settori.

Questa richiesta ha raccolto un largo consenso sviluppando alleanze, ben oltre la sola filiera Legno-Arredo, per lanciare la proposta al Governo: industria FederlegnoArredo; artigianato Confartigianato Legno Arredo e CNA Produzione; sindacati FENEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL; commercio Federmobili; costruttori ANCE.

“Senza questo intervento – continua Snaidero – ci troveremo nel mezzo di un’emergenza nazionale le cui drammatiche conseguenze segneranno il nostro Paese negli anni a venire. Il rischio è elevato, sono però certo che le nostre istituzioni sapranno comprendere che non c’è più tempo per le esitazioni ed i rinvii, ma è giunto il momento di agire”.