La ministra svedese vuole più aborto in Europa: «Vergognose le leggi di Malta, Polonia e Irlanda»

Birgitta Ohlsson, ministro per gli Affari europei, attacca anche la riforma spagnola. «Se si approva il progetto di legge attuale, ciò implicherebbe una grave regressione»

E per fortuna che il motto della Ue è “Unità nella diversità”. Birgitta Ohlsson, ministro per gli Affari europei del governo liberal-conservatore di Fredrik Reinfeldt, ha dichiarato ufficialmente che le legislazioni sull’interruzione della gravidanza di Malta, Polonia e Irlanda sono «vergognose», e che l’eventuale approvazione da parte del parlamento spagnolo della nuova legge proposta dal ministro della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardón sarebbe «una grande regressione per di diritti della donna in Spagna». Così la 38enne liberale e femminista svedese ha risposto alle domande che le ha posto il quotidiano spagnolo filo-socialista El País: «È importante rendersi conto che nell’Unione Europea abbiamo già paesi come Malta, Polonia o Irlanda con leggi restrittive in materia di aborto. Credo che sia vergognoso che nel 2014 abbiamo paesi nella Ue che restringono i diritti fondamentali delle donne». Sulle prospettive della Spagna, le dichiarazioni non sono meno decise: «Il Portogallo depenalizzò l’aborto nel 2007 nel mezzo di una forte pressione internazionale. Per questo è molto importante che le donne politiche e le femministe europee esercitino una pressione ora. Nel 2010, quando la Spagna liberalizzò la sua legge, questo fu motivo di allegria internazionale e fu molto applaudita in Europa, por questo sono tanto delusa della decisione del governo attuale. Se si approva il progetto di legge attuale, ciò implicherebbe una grave regressione».

UN MINISTRO VICHINGO. L’intervistatrice le chiede se non sarebbe il caso di prendere provvedimenti di portata internazionale, da fare poi ricadere sui vari paesi. La Ohlsson non è d’accordo, ma non certo per rispetto delle sovranità nazionali: «Non sono a favore di una legge europea sull’aborto. Credo che ogni paese debba avere la sua, perché altrimenti si finirebbe per restringere quelle di molti paesi. Ma questo non significa che non dobbiamo intervenire nei paesi con leggi restrittive. Credo che ci sia molto margine di azione». Intromissione negli affari interni di altri paesi, insulti a paesi appartenenti alla stessa unione politica che hanno legislazioni sull’aborto diverse da quella svedese, mancanza di considerazione e rispetto per la volontà democraticamente espressa degli cittadini di altri paesi europei. Un vero ministro vichingo, Birgitta Ohlsson.