La Gran Bretagna e la chimera di produrre bambini con tre genitori genetici (ormai si può arrivare fino a sei)

La Camera dei Comuni ha detto sì alla tecnica che permette la creazione di embrioni con tre genitori. Le opinioni di Josephine Quintavalle e Eugenia Roccella

fecondazione-shutterstock_129449231Gran Bretagna, embrioni con tre genitori. Con 382 voti favorevoli e 128 contrari la Camera dei Comuni ha detto sì alla tecnica che permette la creazione di embrioni con tre genitori. L’intento, come al solito, è presentato sotto le migliori intenzioni. Sfruttando il dna di tre genitori genetici, si dice, si permetterà a donne portatrici di malattie mitocondriali gravi di avere bambini senza trasmettere le loro patologie. Portata avanti dai ricercatori dell’università di Newcastle, la tecnica è stata presentata come la soluzione per quelle «donne che vivono nella paura di tramandare ai propri figli una condizione dolorosa», come ha detto obert Meadowcroft, ad della Muscular Dystrophy Campaing.

SI INSEGUE UNA CHIMERA. Ma non tutti sono convinti, anzi. Contrari al “bebè su misura” si sono dichiarate la Chiesa cattolica e quella anglicana, ma anche associazioni come Human Genetics Alert e numerosi scienziati ed esperti di bioetica. Tempi.it ne aveva parlato a suo tempo con Josephine Quintavalle, la più nota esponente laica del movimento pro-life britannico: «I giornali inglesi – ci aveva detto, quando ancora infuriava il dibattito – ne hanno parlato come di un semplice scambio di mitocondri, mentre si tratta di un progetto fantascientifico eugenetico di cui poco si sa e che si prefigge la creazione di esseri umani con due mamme e un papà, manipolando il corredo genetico degli embrioni». «Il tentativo – aveva osservato Quintavalle – è quello di prendere un ovocita per cambiargli parte del corredo genetico inserendone un altro sano proveniente da una donatrice e poi di fecondare questo ibrido con lo spermatozoo del marito, compagno o donatore che sia. Oppure di prendere un embrione con un corredo genetico che si suppone malato per togliergli il nucleo sano e impiantarlo in un altro embrione. Se sono fattibili queste cose? Non si sa. Quel che è certo è che si manipoleranno tanti esseri umani. L’esito può essere nullo oppure mostruoso».
Si approva una procedura di cui non si conoscono le conseguenze, «perché tanto, poi, esiste l’aborto. Stiamo facendo una strage e seminando sempre più morte». E la felicità dei genitori? «È l’imprevedibile a farci contenti o i nostri progetti asfissianti e ristretti? Ribadisco: manipolando la realtà ci scaviamo la fossa da soli. Quello che sta accadendo è l’esito spaventoso di una chimera».

FINO A SEI GENITORI. Eugenia Roccella, parlamentare di Area Popolare e da sempre attenta osservatrice su tali questioni, ieri ha diramato un comunicato in cui ricorda che già «quindici anni fa l’autorità regolatoria americana, la FDA, bloccò procedure analoghe per l’elevato grado di malformazioni che producevano. Oggi si propongono procedure un po’ diverse per ottenere lo stesso risultato, con la giustificazione di evitare malattie ereditarie trasmesse dai mitocondri. Ma non si tratta di una terapia, bensì di una pesante e invasiva manipolazione genetica. È la stessa comunità scientifica ad avanzare dubbi su una tecnica ancora altamente sperimentale, quando l’obiettivo (l’esclusione di alcune patologie) si può ottenere attraverso strade più sicure. La verità è che si attuano esperimenti sempre più azzardati sulla qualità dell’umano e sulla procreazione, senza applicare il più elementare principio di precauzione. Ormai si possono avere fino a 6 genitori, tra compravendita di ovociti, uteri in affitto, e manipolazioni genetiche varie; in questa confusione le relazioni di maternità e paternità perdono ogni significato».

Foto inseminazione artificiale da Shuterstock