La cacciata di Strama e l’arrivo di Mazzarri sono metafore di ben altri contratti a tempo

Ma perché fanno i contratti di due anni? Boh. Se ne va il tecnico numero 18 e arriva il numero 19. Moratti è diventato presidente nel 1995. Fate il conto voi, sennò poi mi accusano di essere anti-interista.

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La parabola del povero Andrea Stramaccioni è diventata la picchiata di uno Stukas. Sulla sua strana acconciatura volteggiavano falchi e colombe, proiezione del dibattito interno alla capa di Moratti indeciso se confermare Strama, pure abbandonato dalla cosca argentina che all’inizio l’aveva sostenuto, oppure chiudere anticipatamente il rapporto. Alla fine hanno vinto i falchi (vincono quasi sempre, contro le colombe non c’è match). Quindi è venuto l’esonero. Una prece.

Ma perché fanno i contratti di due anni? Boh. Se ne va il tecnico numero 18 e arriva il numero 19, Walter Mazzarri. Moratti è diventato presidente nel 1995. Fate il conto voi, sennò poi mi accusano di essere anti-interista. E meno male che il Mancio ha resistito dal 2004 al 2008, altrimenti la media diventava da guinness.

Mazzarri ha fatto bene ovunque è stato, dalla Reggina alla Sampdoria fino al Napoli. È abituato a lavorare in condizioni difficili. Quindi l’uomo giusto al posto giusto. E per la prima volta dall’addio di Mourinho, Moratti, dando ragione ai falchi, ha fatto la cosa giusta. Strama rischiava di saltare alla prima sconfitta del 2013-2014 e sarebbe stato peggio. Meglio rinnovare subito. Mazzarri farà bene, non ha le Coppe e potrà spremere dai suoi 14-15 titolari fino all’ultima goccia di sangue. Ragionando di falchi e colombe mi è venuto in mente Enrico Letta. Speriamo non finisca come lo Strama.

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