La band The Killers ama Romney e non se ne vergogna

Al giorno d’oggi bisogna giustificare persino le scelte musicali e le canzoni preferite. Sembra assurdo ma è successo a Mitt Romney e Paul Ryan, colpevoli di avere usato certe hit per le loro convention.

IL ROCK CONTRO RYAN. Durante una tappa della campagna repubblicana, Paul Ryan ha chiesto agli organizzatori del rally in Pennsylvania in cui si stava svolgendo il comizio, di mettere come sottofondo musicale il brano “We’re not gonna take it” del gruppo dei Twisted sister, caposaldo del metal anni Ottanta americano. Il frontman della band non ha preso molto bene la notizia: «Voglio denunciare Paul Ryan per avere usato un nostro pezzo. Inoltre non sono d’accordo con nulla di quello che lui promuove in campagna elettorale». Altro giro, altra tappa, altro brano usato, “Panic switch” dei Silversun pickups, un gruppo di alternative rock. Il cantante Brian Aubert ha subito annunciato: «Non ci piacciono le persone che usano la nostra musica senza chiederci il permesso, bisogna sempre chiedere, non mordiamo mica! Non siamo Mitt Romney». Chi ha ulteriormente criticato Ryan è stato il gruppo dei Rage Against the Machine, che da sempre nei loro testi mischiano musica e politica. Quando Tom Morello ha scoperto che il vice di Romney adorava la loro musica ha detto che lui era proprio l’idea di “macchina” contro cui da sempre la musica dei Rage si scaglia.

BRANDON IL MORMONE. Chi invece l’ha presa molto tranquillamente è stato Brandon Flowers, cantante dei Killers, pronti a uscire con il loro nuovo quarto album. Romney ha infatti detto di essere fan del gruppo di Las Vegas, che ha replicato: «Tutti possono ascoltare la nostra musica, è solo musica d’altronde. Non siamo mai stata una band politica in fondo. Su certe cose la pensiamo in maniera differente da Romney, ma siamo aperti, e aspettiamo di vedere come andranno le cose». Qualcuno ha malignamente insinuato che Brandon supporti Romney solo perché anche lui mormone. O forse perché in realtà sono solo canzonette.