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“L’ultimo turno”, necessario monumento agli infermieri e alla cura dell’altro

Di Simone Fortunato
18 Settembre 2026
Bellissima e mai retorica l’opera di Petra Volpe sul vero cuore di ogni reparto d’ospedale. “United 93” il miglior film sull’11 settembre, e “World Trade Center” che all’epoca pareva migliore. “L’eliminatore” da eliminare. Le recensioni della settimana
Fotogramma del film “L’ultimo turno” di Petra Volpe

Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì. Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante L’ultimo turno ★★★★ Di Petra VolpeAnno di uscita: 2025Dove vederlo: Sky Film bellissimo. È, di fatto, una cronaca asciutta, priva di retorica, slogan, andrà tutto bene e le solite palle che si trovano ovunque, del turno, sfiancante oltre ogni misura, di un’infermiera in un ospedale svizzero. Lei non perde un colpo, almeno così sembra: tra un pannolone da cambiare, flebo, cateteri, antibiotici, corse tra un reparto e l’altro. È lucida, precisa ma anche terribilmente sola e in effetti il film, come svela il potente finale, testimonia la necessità al giorno d’oggi di questa figura lavorativa e di questa professione che ormai non vuole fare più nessuno. I medici sono infatti nel film ai margini e...

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