La paralisi che continua nonostante le sentenze favorevoli, la maggioranza che si spara addosso, la pazienza finita di operatori e famiglie. E l’idea suggestiva di «una Zes per la casa» (spoiler: non è di Sala). Rassegna ragionata dal web
Avviso di sequestro giudiziario affisso nel dicembre scorso su uno dei tanti cantieri finiti nella maxi indagine sulla gestione dell’urbanistica a Milano (foto Ansa)
Ha scritto domenica sul Corriere della Sera Francesca Scotti, presidente dell’Ordine degli architetti di Milano, commentando le motivazioni della sentenza con cui il tribunale del capoluogo lombardo ha assolto in primo grado tutti gli imputati del procedimento sulla Torre Milano di via Stresa:
«Dal 2023, e poi nel 2025, alcune pronunce hanno modificato l’interpretazione di norme lette in modo costante per anni: l’obbligo di pianificazione attuativa e il confine tra ristrutturazione e nuova costruzione. Prima di allora quelle letture erano state confermate dalla giurisprudenza amministrativa, dall’Avvocatura comunale e da una circolare del Comune. All’epoca, conclude il giudice, “nessuno poteva prefigurarsi interpretazioni diverse”. Qui la questione smette di essere penale e diventa pubblica. Se applicare una norma vigente espone a un processo, il funzionario prudente smette di decidere: anche per questo oggi a Milano molte pratiche sono ferme».
Già. A Milano «molte pratiche sono ferm...
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