Incompiuta per 40 anni. La SS394 rimessa a nuovo racconta cos’è la politica formigoniana

Un’opera, quella svolta nel luinese, che sembrava non dover mai vedere la luce. Non è propaganda, è la realtà, semplice, visibile da tutti

I sindaci della zona l’hanno chiamata per lungo tempo “l’incompiuta”. E’ la statale 394 che collega la Svizzera all’Italia, sul fronte del Verbano Orientale . Si tratta della prima porta di accesso per i turisti verso il nostro Paese e il tragitto a più alta densità di traffico per i frontalieri del luinese  (VA) verso la terra elvetica.

Quel soprannome poco suadente ha accompagnato il percorso stradale per quarant’anni! Strozzature che non permettevano a due auto, provenienti dalle due direzioni opposte, di passare senza toccarsi, per non parlare del guaio che si ingenerava se a percorre il tragitto era un mezzo pesante o un autobus. D’estate l’afflusso dei turisti, combinato con il rientro dei frontalieri, produceva code interminabili ed incidenti.

Nel corso degli anni, si sono succedute lettere ai Ministri competenti, raccolte di firme, reportage fotografici realizzati per portare testimonianza della difficile situazione. Risultati: zero.

Ora, però la fotografia dell’incompiuta registra una panoramica completamente differente. Allargamenti stradali, messe in sicurezza e realizzazione di marciapiedi pedonali. Oggi la statale 394 sul tratto Luino-Maccagno-Confine di Stato è un’infrastruttura riqualificata, che ha avuto bisogno di un lavoro complesso, svolto anche in condizioni difficili, con interventi a strapiombo sul lago o di scavo direttamente sulla parete rocciosa.

Un’opera, quella svolta nel luinese, che sembrava non dover mai vedere la luce. Eppure oggi è realtà. Non è stato un corteo, una raccolta di firme online e neppure lo strepitio di chi ha gridato per anni contro l’amministrazione corrotta a produrre il “miracolo”, bensì l’azione di un potere capace di fare. E questa non è campagna elettorale, non è propaganda e non è neppure il colpo di coda dell’animale ferito. No. Questa è la realtà, semplice, visibile da tutti. Rimarrà oltre la politica, oltre i governi, ben al di là delle manifestazioni di protesta. Si tratta della buona amministrazione al servizio del cittadino. Non ha beneficiari nelle èlite intellettuali, ma un vasta platea di popolo che vive nel quotidiano.

E’ la buona politica della Regione Lombardia e dell’ex assessore all’infrastrutture Raffaele Cattaneo. Ricordare il presente, far memoria della realtà è opera “ragionevole”.