In Emilia-Romagna non ci sono solo le Sardine

“Prima o poi le Sardine confluiranno nel Pd?” La domanda è sbagliata perché le Sardine sono il Pd!

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Di Maio non crede a Conte, Conte non crede a Luigino, ambedue non credono a Zingaretti, Zingaretti non crede loro, figuriamoci Renzi. E nessuno della maggioranza crede al buon esito delle elezioni del 26 in Emilia-Romagna. Il presidente uscente e di nuovo candidato Stefano Bonaccini mostra di non credere a quanto ha fatto in questi anni tant’è che non ne parla mai, non rivendica niente da lui fatto che valga la pena ricordare agli elettori.

Per esorcizzare il pericolo di una sconfitta che vedrebbe non solo cadere Zingaretti ma la scomparsa del Pd, si fanno i doppi, tripli giochi per non processare ora Salvini che, si dice, da brutto ceffo sovranista, potrebbe assurgere a simbolo di un perseguitato dalla maggioranza al potere, come in effetti è stato. Come diceva argutamente Chesterton, se non si crede proprio a nessuno, si è disposti a credere a tutti. Ci vorrebbe un miracolo. E il miracolo c’è stato, venuto dal mare… sono le Sardine, belle, fresche, genuine, innocenti.

I giornalisti furbi chiedono, fingendo: “Prima o poi le Sardine confluiranno nel Pd?” La domanda è sbagliata perché le Sardine sono il Pd! Le Sardine sono l‘ultima spiaggia del Partito Democratico. Renzi lo aveva già capito perché non è uno sciocco e per questo coglie sempre l’occasione per prendere le distanze da Zingaretti.

Il leader delle Sardine, Mattia Santori, ha ben espresso gli obiettivi del movimento di cui è a capo: antifascismo, antisovranismo, sbarrare la strada all’odio, spalancarsi al futuro, salvare l’ambiente e il mondo che lo contiene. Fisica e astrofisica negano il vuoto assoluto, ma da tempo la politica non segue più le leggi della scienza. L’ignoranza, vera o presunta, è funzionale allo scopo: scendere tutti in piazza dove altri ci diranno il motivo per cui siamo andati, magari allegramente, a manifestare.

Colpisce la povertà incredibile di idee con cui, culturalmente e politicamente, si tende ad accreditare una visione politica fatiscente. Se fossero le opinioni di un clown di Heinrich Böll potremmo sorridere, ma lo scenario è molto più inquietante in quanto alle Sardine viene affidato il ruolo di utile idiota per nascondere pesci più grossi. L’Emilia-Romagna è terra di gente laboriosa, concreta, sensibile alla operatività costruttiva. Ne sono valide espressioni tutte quelle realtà sociali, culturali, imprenditoriali che nel tempo hanno espresso il coraggio di intraprendere creando posti di lavoro, utilità sociale, esperienze educative di spessore notevole.

Non c’è solo la vergogna di Bibbiano nella storia dell’Emilia-Romagna, ci sono invece anche segni ed espressioni di un cattolicesimo popolare fertile e generativo di opere che ha saputo incontrare bisogni e attese di una società civile in fermento, capace di libertà e cultura, aperta a spazi di democrazia sostanziale. 

Foto Ansa