Il rugby tira più del calcio? Per Italia-Nuova Zelanda venduti 50 mila biglietti

Stadio Olimpico, Roma, 17 novembre. Il rugby italiano sfida i campioni assoluti della palla ovale, gli All Blacks. E la gente corre allo stadio, diversamente da quello che accade con la palla tonda

In quarantacinque giorni di prevendita, mancano meno di 20 mila biglietti per dichiarare il sold-out dello stadio Olimpico di Roma. Non parliamo del derby della capitale, ma di una sfida capace di imporre ancora più affezione, a fronte di un progressivo svuotamento delle curve del calcio. È il match di rugby tra Italia e Nuova Zelanda, la seconda delle tre amichevoli che vedono gli azzurri ospitare, con scadenza settimanale, prima il Tonga al Rigamonti di Brescia (10 novembre), poi l’Australia all’Artemio Franchi di Firenze (24 novembre). L’Ital-rugby e gli All Blacks, insieme, hanno conquistato il cuore di ben 50 mila appassionati, pronti a impugnare la propria magliettina azzurra per inseguire un sogno che, a conti fatti, assomiglia più a un miracolo.

UN MESE ALL’EVENTO. Anche perché la squadra di Jacques Brunel vanta 13 sconfitte nelle ultime 13 partite. Una media di batoste pari al cento per cento. La Federugby è comunque contenta del risultato, considerato che manca ben più di un mese all’atteso evento. Un successo che contrasta, d’altra parte, con le cifre spaventosamente basse dei tifosi (circa trecento a partita) del rugby nostrano, che si limita a un campionato di Eccellenza con dodici club. Il Presidente del Fir – Federazione Italiana Rugby – dichiara a Repubblica: «Dobbiamo investire sull’Eccellenza, meno sulla Nazionale. Portare tecnici, attenzione mediatica, pubblico. Ne va della nostra sopravvivenza». Si aggiunga poi una triste verità: solo nei campionati di Eccellenza si può rischiare di veder vincere la propria squadra.