Il North Dakota vieta l’aborto eugenetico dei bambini con la sindrome di Down

Il governatore repubblicano del North Dakota, Jack Dalrymple, ha spiegato di aver firmato perché «questa legge è un tentativo legittimo di porre delle domande».

Il North Dakota è il primo Stato americano a vietare l’aborto eugenetico di bambini con la sindrome di Down o con altre malattie. È la prima legge priva di compromessi da quando l’aborto è stato legalizzato negli Stati Uniti dagli anni Settanta.

LA LEGGE. Lo Stato americano è il quinto a vietare l’aborto in base al sesso. Una norma proibisce anche di abortire oltre le sei settimane o quando il battito cardiaco del bambino viene rilevato. La prima legge, che vieta l’aborto sulla base di anomalie genetiche o in base al sesso, risponde al fatto che 9 bambini su 10 a cui viene diagnosticata la sindrome di Down vengono abortiti e al problema dell’omicidio delle bambine, ormai diffuso anche in America soprattutto nelle comunità di immigrati cinesi e indiani. Una seconda norma vieta l’aborto appena il battito cardiaco è riscontrabile.
Con una terza norma si obbligano le cliniche che praticano gli aborti ad assumere quei medici che, fino ad oggi, venivano assoldati dall’esterno per compiere l’intervento. In questa maniera, dovendoli assumere, si metterà un freno allo fenomeno del nomadismo professionale dei medici abortisti.

È POSSIBILE. Il governatore del North Dakota, Jack Dalrymple, ha dichiarato all’Associated Press che le norme passate alle Camere hanno «educato me. Mi sono informato in merito come meglio potevo. La mia conclusione non deriva da una convinzione religiosa o legata a una questione privata». Dalrymple ha spiegato di aver voluto firmare perché, «anche se la probabilità di una tale misura di sopravvivere al giudizio della Corte saranno basse, questo disegno di legge è comunque un tentativo legittimo da parte del legislatore statale di porre delle domande sulla sentenza “Roe contro Wade”(quella sull’aborto,ndr)». Il governatore ha chiesto al legislatore di mettere da parte i soldi per un “fondo contenzioso” che permetterebbe al procuratore generale dello Stato di difendere il provvedimento contro le probabili cause che subirà, anche se, ha aggiunto «il denaro non è un problema».
Charmaine Yoest, presidente dell’Americans United for Life, ringraziando Bette Grande, il repubblicano che ha introdotto le norme in parlamento, ha sottolineato che «il governatore e i legislatori del North Dakota hanno dimostrato una grande umanità e coraggio nell’approvare queste norme». Costringendo tutti a vedere che legiferare in questo senso è ancora possibile.