Il Foglio: Su Farina la giustizia non è lenta, quando vuole

Oggi il quotidiano Il Foglio dedica un editoriale alla condanna di Renato Farina. Riproduciamo il testo dell’articolo.

Oggi il quotidiano Il Foglio dedica un editoriale alla condanna di Renato Farina. Il testo dell’articolo, che qui sotto riproduciamo, è stato pubblicato anche sull’homepage (qui) del giornale diretto da Giuliano Ferrara. 

Una sentenza lunare
Il buon parlamentare Farina visita un carcerato, e viene condannato
“E’ una sentenza che ha dell’incredibile, la definirei lunare”. Parola della parlamentare Radicale Rita Bernardini. La sentenza “lunare” l’ha emessa ieri mattina il giudice del tribunale di Milano Elisabetta Meyer e non colpisce i Radicali, ma il deputato del Pdl Renato Farina: reo di aver visitato un carcerato, come gli chiede il catechismo e com’è sua prerogativa di rappresentante delle istituzioni. Farina è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, in più senza la sospensione condizionale della pena, per “falso in atto pubblico”. Ha infatti visitato il 12 febbraio scorso nel carcere di Opera il detenuto Lele Mora, facendosi accompagnare da un’altra persona che, però, non risulta, come dichiarato, essere un suo collaboratore ufficiale. Questo il “reato”. Farina è noto da anni per il suo impegno sul fronte delle condizioni carcerarie e questo, in aggiunta all’enormità della pena – l’episodio appare privo di connotati di gravità – ha stupito molti. I primi a stupirsi sono stati gli esponenti Radicali, massimi conoscitori della materia e assidui frequentatori delle carceri.

Ha notato Rita Bernardini: “Ho fatto quasi 200 visite, quasi sempre porto con me i Radicali del luogo dove si trova il penitenziario, che evidentemente non sono miei dipendenti. Di più, tra questi spesso c’è anche Marco Pannella, che non è più parlamentare da anni, e che evidentemente non lavora per me”. E Marco Perduca: “Sono entrato a San Vittore a maggio, avevo tre persone al seguito, nessuna di queste era un mio collaboratore, eppure nessuno ha detto niente. Se Farina ha infranto la legge, anch’io infrango sempre la legge”. L’Ordinamento penitenziario specifica che gli istituti penitenziari possono essere visitati “senza autorizzazione” da figure istituzionali, e il comma 2 dell’art. 67 precisa che “l’autorizzazione non occorre nemmeno per coloro che accompagnano”. Esiste sì una circolare che richiede che gli accompagnatori dei parlamentari siano collaboratori con contratto a prestazione continuativa ma, come si vede, la prassi corrente si attiene normalmente al dettato di legge.
Le sentenze non si commentano, ma a volte stupiscono. Quella contro Farina denota quantomeno un eccesso di zelo nel rispettare la forma, come testimoniano Bernardini e Perduca. Tra l’altro, la stessa Bernardini aveva fatto pervenire all’ufficio del giudice per le indagini preliminari una lunga memoria in materia. Ma forse era troppo lunga, e il tribunale ha preferito andare per le spicce. La giustizia non è lenta, quando vuole.