Il fisco del Colorado sarà anche più ricco, ma gli incidenti stradali mortali per cannabis sono triplicati in 10 anni

Uno studio della Columbia University: su 24 mila incidenti mortali quelli legati alla marijuana sono passati dal 4 al 12 per cento. «E se si mischia con alcol rischi ancora più alti»

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Usa, nelle settimane in cui si fanno i conti del guadagno che trarrà il fisco del Colorado dalla recente legalizzazione della cannabis (introiti fiscali per ben 99 milioni di dollari, ben di più dei soltanto 39,5 ipotizzati un anno fa), c’è un dato inquietante che getta ulteriori dubbi sulla scelta di rendere libera la vendita della marijuana. Riguarda gli effetti che il suo consumo ha su chi si siede alla guida, e parla di incidenti mortali triplicati in 10 anni tra le persone che si mettono al volante dopo aver fumato spinelli.

DAL 4 AL 12 PER CENTO. Uno studio della Mailman School of Pubblic Health della Columbia University ha preso in analisi più di 23 mila e 500 guidatori morti entro un’ora dall’incidente tra il 1999 e il 2010 sulle strade d’America. Se nel corso dei dieci anni i morti per abuso d’alcol sono rimasti uguali al 40 per cento annuo, quelli per uso di droga sono cresciuti dal 16 al 28 per cento e, tra questi, quelli per semplice consumo di cannabis sono passati dal 4 per cento al 12. «Al momento, un guidatore su nove coinvolto in incidenti fatali sarebbe positivo alla marijuana», è il commento di Guohua Li, docente alla Columbia e co-autore dello studio. «Se questo trend dovesse continuare, in 5 o 6 anni le droghe supereranno l’alcol e diventeranno la sostanza più comunemente collegata alla morte di chi si mette alla guida».

MIXARE ALCOL E DROGA. Il decesso di chi si mette alla guida sotto effetti da cannabis sono molto spesso catalogate come morti da strada e non per droga. Ma l’incidenza della marijuana sullo stato d’attenzione di un guidatore è simile a quella dell’alcol: «Se un guidatore è sotto l’influenza dell’alcol, il rischio di incidenti fatali è 13 volte più alto di quello di un autista che non è sotto effetto di alcol. Ma se un guidatore è sotto effetto sia di alcol sia di marijuana, il rischio di incidenti fatali sale di 24 volte in rispetto a uno sobrio».

MILANO, CRESCE L’USO DI MARIA. Cifre che dovrebbero far riflettere anche in Italia, nelle settimane in cui si discute se anche qui può essere utile legalizzare la marijuana e dopo che la Fini-Giovanardi è stata dichiarata incostituzionale. Intanto, uno studio dell’Asl di Milano pubblicato ieri ha dipinto la diffusione delle sostanze da abuso nel capoluogo lombardo, e se l’uso di cocaina sta diminuendo, quello di cannabis è cresciuto negli ultimi 3 anni: più del 35 per cento dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni la fumano, il 30 se si sale nella classe tra i 25 e i 35 anni.

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