In Scozia il Servizio sanitario e il governo sovvenzionano un’associazione che insegna ai maschi a fare le balie. Tra feticismi web, censure biologiche e burocrazie ideologiche: così il denaro dei contribuenti finisce per finanziare la farsa gender
Particolare dell’invito al Queer Milk di Edimburgo, “un gruppo di supporto per genitori LGBTQ+ dai 16 anni in su che allattano al seno, con allattamento al petto o con latte materno”
L’illustrazione che campeggia sul portale dell’associazione benefica LGBT Health and Wellbeing, che riceve centinaia di migliaia di sterline all'anno dal governo scozzese, dal Servizio Sanitario Nazionale (NHS) e dalle amministrazioni locali, parla chiaro: un uomo barbuto di colore con una protesi alla gamba allatta beato un neonato al seno.
Ebbene sì, a Edimburgo esiste un gruppo che si chiama "Queer Milk". Si riunisce a cadenza settimanale nelle stanze dell'associazione e accoglie chiunque offra ai neonati “latte materno” o “latte umano”. E che cosa sarebbe il latte umano? Il liquido secreto dai capezzoli degli uomini biologici che si identificano come donne (donne transgender), dopo essere stati sottoposti a cicli di terapie ormonali e all'uso continuato di tiralatte.
«Quella sostanza gelatinosa prodotta dagli uomini non è latte umano»
Sulle intenzioni di un uomo che desidera che un bambino si attacchi al suo capezzolo parla chiaro anche la dottoressa Alice Hodkinson, co-fondatrice ...
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