Hiv, Oms lancia l’allarme: «Constatiamo una esplosione dell’epidemia di Aids tra gli omosessuali»

Per l’Organizzazione mondiale della sanità i rapporti omosessuali tra uomini incrementano di 19 volte il rischio di contrazione del virus

«Constatiamo una esplosione dell’epidemia di Aids tra gli omosessuali». Così l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in un rapporto ha definito la situazione della diffusione dell’Hiv, consigliando alle persone che hanno rapporti omosessuali di assumere i farmaci antiretrovirali in via preventiva.

FARMACI PREVENTIVI. Secondo l’Oms, i rapporti omosessuali incrementano di 19 volte il rischio di contrazione del virus e «il tasso di infezioni per Hiv fra uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini rimane alto quasi ovunque». Inoltre, nel caso dei transessuali, la probabilità è di 50 volte maggiore. Con l’assunzione degli antiretrovirali, invece, si potrebbero «evitare un milione di nuovi contagi in dieci anni».

RISCHIO PROSTITUZIONE. Fra le persone più a rischio ci sono anche le “lavoratrici del sesso”, che hanno una probabilità di contrarre l’Hiv 14 volte superiore a quella delle altre donne, i detenuti e i tossici. Hirnschall, direttore del dipartimento Hiv dell’Oms, ha poi spiegato che fra chi si prostituisce ci sono anche gli uomini «che fanno sesso per lavoro e i loro clienti hanno mariti, mogli, partner. Alcuni fanno anche uso di droghe, alcuni hanno figli», per questo il pericolo è anche per «le loro famiglie e la comunità allargata». L’Oms ha sottolineato il boom di nuove infezioni nonostante il tasso di mortalità sia diminuito.

«MONDO CAPOVOLTO». Il rapporto è stato diffuso in vista della Conferenza Internazionale sull’Aids, in programma a Melbourne a partire dal 20 luglio. Sharon Slater, presidente dell’Osservatorio internazionale della famiglia, commentandolo ha voluto mettere in evidenza una “stranezza”: «Davvero viviamo in un mondo capovolto», dove coloro che «sanno quanto è terribile questa malattia comunque sponsorizzano la libertà sessuale». Mentre «chiunque abbia seguito solo un corso base di salute pubblica sa che il modo migliore per limitare la diffusione di una malattia è cercare di modificare i comportamenti che la diffondono».

@frigeriobenedet