Gwyneth Paltrow la pensa come Costanza Miriano, “Sposati e sii sottomessa”

L’attrice di Sliding Doors ne è convinta: nella vita la cosa più importante è la famiglia e per tenerla unita e felice bisogna fare di tutto, anche smettere di lavorare. Forse Gwyneth ha letto il libro di Costanza Miriano che a tempi.it esclama soddisfatta: «Finalmente anche le donne famose rimettono in discussione le loro priorità»

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Bionda, bella, perfetta. Gwyneth Paltrow è un’attrice per hobby, mamma di professione di Apple e Moses, due bambini talmente belli che sembrano disegnati, avuti da Chris Martin, cantante dei Coldplay anche lui biondo, bello e perfetto, con cui è sposata da 8 anni. Pochi i film in cui Gwynny sceglie di recitare, ormai preferisce dedicarsi ad altri progetti, come quello della cucina biologica o dei consigli di bellezza della sua chicchissima newsletter, Goop. Intervistata dalla rivista americana Harper’s Bazaar, che l’ha anche messa in copertina con un bellissimo vestito nero, l’attrice spiega il suo punto di vista sulla famiglia: le donne devono stare a casa il più possibile e che se si vuole mantenere stabile il proprio matrimonio bisogna passare più tempo a casa e che anche lei ama essere a casa quando Chris torna dal lavoro (dal tour, ndr).


«Non è un discorso femminista da ventunesimo secolo, ma è il consiglio che do sempre alle mie amiche. Bisogna scendere a compromessi. Se vuoi una famiglia, devi essere una moglie». Una tesi sposata e illustrata già da Costanza Miriano, giornalista della Rai, mamma di quattro bambini e scrittrice del libro “Sposati e sii sottomessa”, 280 pagine di racconto brillante sulle gioie dell’essere casalinga, sul saper dare all’uomo la possibilità di dargli lo spazio per essere marito, padre e capofamiglia, secondo il monito di San Paolo “Siate sottomesse ai vostri mariti”.

Sei decisamente d’accordo con Gwyneth quindi?
Sarebbe bellissimo riuscire a stare a casa il più possibile dal lavoro, specie quando i bambini sono piccoli. Vedo mamme che dopo aver portato i figli all’asilo con i lucciconi agli occhi e soffro per loro. È che l’impegno lavorativo andrebbe modulato in virtù dell’età della prole, sappiamo quanto è importante per i bambini avere la propria mamma accanto. È la verità, anche se di certo come dice la Paltrow non sarà un concetto femminista, di certo non sarà concesso a tutte il lusso di un permesso lungo dal lavoro.

Avere figli è quasi diventato una moda, basti vedere la tribù di Angelina Jolie.
Ma finalmente la pensano così donne famose (e non) che hanno cambiato i loro obiettivi. Sono passate dal fare carriera e non pensare alla maternità prima di certi step lavorativi, arrivando ai 40 anni senza aver mai pensato a una famiglia, a fare figli in un’età più giovane, senza troppi sensi di colpa per aver tralasciato qualche riunione in ufficio.

A proposito di sensi di colpa, Gwyneth dice anche che preferirebbe morire piuttosto che dare ai suoi figli della zuppa in scatola. Anche lei?
Diciamo che io non sono così talebana. Scongelo senza pensarci troppo e magari, se il tempo libero dopo il lavoro che mi rimane è poco, preferisco occuparlo raccontando una favola in più ai due maschietti e inventare un gioco con le Barbie in più alle due bambine. Ed è sempre la cosa che mi soddisfa di più, più di qualsiasi gioia lavorativa.

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