«Grillo non è un padre buono. La prima volta che mi ha visto mi ha chiamato “pezzo di m.”»

Venturino, espulso dal M5S, racconta il suo incontro col comico. Un altro deputato si lamenta per la questione diaria: così nel Movimento entrerà solo chi è ricco

«Nei miei confronti, Grillo non è stato un “padre buono”. L’unica volta che si è rivolto a me, da quando sono diventato vicepresidente dell’Ars, lo ha fatto apostrofandomi come “pezzo di merda”». Lo ha detto stamattina alla trasmissione Agorà su Rai Tre, Antonio Venturino, da pochi giorni espulso dal Movimento 5 Stelle.
Come vi abbiamo raccontato, le acque nel movimento grillino sono molto agitate. La questione dei rimborsi e della diaria tengono banco, e all’interno dei Cinque Stelle non si discute di altro.
«Mi è un po’ dispiaciuto – ha detto ancora Venturino -. Avrei preferito sentirlo prima e discutere con lui di alcuni problemi che abbiamo visto nascere, ma soprattutto parlare con lui di una strategia. Sono stato cacciato perché secondo me questo Movimento non ha strategia, si procede un po’ per tentativi».

OFFESI DA “CERTE PAROLE”. Venturino non è l’unico a discostarsi dalla linea imposta da Grillo. Sul suo profilo Facebook il deputato Alessandro Furnari ha pubblicato due post per dire la sua.
«Quello a cui ho assistito l’altro giorno – scrive – è stato spiacevole. Ho visto gente delusa che si sentiva offesa da “certe parole…” ed io sono ancora molto amareggiato». «Io – aggiunge il parlamentare – non volevo trattenere più soldi rispetto ai miei colleghi. Personalmente sono quello che ha speso meno di tutti per mangiare e per dormire a Roma. Ho cercato ogni settimana online le offerte migliori per hotel e B&B. Alcuni di noi hanno semplicemente chiesto di ricevere gli stessi soldi degli altri colleghi a 5 Stelle, ma di averli forfettariamente, ma Beppe ci ha detto che “non si fa la cresta sulla diaria”».

ROBA DA RICCHI. Al di là dei conti col pallottoliere e del ginepraio sui regolamenti interni al movimento, l’aspetto più interessante del post di Furnari è la considerazione che «stiamo capendo che tutti coloro che hanno difficoltà economiche come ad esempio le casalinghe con figli e tanti altri casi non possono fare politica nel 5 Stelle. I prossimi ad entrare in Parlamento dovranno tenerne conto. Nel 5 Stelle non possono entrare tutti, ma solamente coloro che non hanno problemi». Come quei miliardari, che fino a qualche anno fa facevano i comici in tv.