Gender a scuola. Prima che i nostri figli subiscano l’inculturazione Lgbt di Stato, sarà bene provare a resistere

In pochi lo sanno, ma dal novembre 2013 la presidenza del Consiglio finanzia un programma “arcobaleno” nelle scuole. È ora che questa nostra bella Italia parta al contrattacco di un’ideologia bigotta, disumana, totalitaria

Era già successo con il treno Zurigo-Mosca col suo carico di Lenin e di idee assassine. Oggi la rivoluzione in marcia quatta quatta, ma con artigli di tigre, si chiama “ideologia di genere”. Continuazione con altri mezzi (la strumentalizzazione delle persone omosessuali) dell’opera di divisione tra uomo e donna inaugurata dal femminismo sessantottardo.

Essa dice che è venuta l’ora di rendere le persone manufatti. Dai bimbi in provetta agli uteri in affitto, dagli e-commerce di ovuli e sperma alle silhouette prodotte per via chirurgica e farmacologica, dal genitore A e B alla genitorialità omoparentale, sono tutte linee di prodotti stile automotive (rileggere, per favore, il manifesto dei marxisti ratzingeriani capitanati dal compianto Pietro Barcellona). E cosa sta scritto in queste linee di produzione di nuova umanità massificata? Sta scritto che “maschio” e “femmina” sono il passato, che il sesso è un’opinione, che drag queen si nasce e quella vecchia storia di mamma e papà è da abolire. Insomma il gatto Barack Obama, la volpe europea e il Paese dei balocchi. Così, siamo portati a pensare all’ineluttabile.

Già, il Progresso. E intanto, come già fu il marxismo, anche il “genderismo” va avanti sfornando quantità industriali di paralogismi e diffondendo nell’etere la parola del Geova multicolore. Da noi è stata la ministra Fornero a fornirci per prima il pacco “standard per l’educazione sessuale” regalatoci dai colletti rainbow di Bruxelles. E adesso la “legge Scalfarotto” promette di far calare il bavaglio su questi argomenti. Pena il carcere e la rieducazione presso l’Arcigay.
In pochi ci fanno caso. Ma intanto, dal novembre 2013, la presidenza del Consiglio (Letta) finanzia un programma di “inculturazione” Lgbt nelle scuole. Ecco, prima di discutere di proselitismo gay e programmi sessuocentrici con cui i bambini c’entrano come il cavolo a merenda. Prima di essere costretti a masticare, come ha spiegato il professor Giorgio Israel, linee guida per le fasce di età 0-4 anni (in cui già il bimbo va introdotto alla “gioia” della masturbazione precoce), 4-6 (in cui approfondisce la conoscenza dei genitali e viene informato sulle diverse concezioni di famiglia), 6-9 (in cui è informato dei propri “diritti sessuali”) eccetera, sarà forse buona cosa non continuare a subire in ordine sparso.

Abbiamo appena ricordato che per il “lavaggio del cervello” degli studenti sono già stati stanziati 10 milioni di euro dal governo. E c’è già la lista (per decreto) delle associazioni (29 e tutte rigorosamente afferenti al mondo Lgbt) che avranno l’esclusiva di accesso (ben remunerato) nelle scuole per svolgere un certo tipo di “formazione”. Dunque, a scorno del quieto vivere e fatalismo in cui sembrano piombati anche esponenti del mondo cattolico, un po’ di giudizio pubblico bisognerà pur permetterselo.

Ovvio che non si tratta di difendere una tradizione o una confessione. Quanto, piuttosto, di far fronte a una tramontana da nord speculare ma analoga allo scirocco da fascismo religioso che spira da sud. Ebbene, non sarebbe ora che questa nostra bella Italia, paese che in altre epoche fu sale della terra, fungesse da battistrada e partisse al contrattacco di un’ideologia semplicemente bigotta, disumana, totalitaria?