Francia, “Giornata di ritiro dalla scuola” contro l’ideologia gender: 31 mila bambini non vanno in classe

La seconda giornata si è tenuta lo scorso 31 marzo. Durante la prima 17.924 bambini erano stati lasciati a casa dalle famiglie preoccupate: i numeri sono raddoppiati

francia-jre-genderSi è rivelata un successo in Francia la seconda “Giornata di ritiro dalla scuola” (Jre), l’iniziativa organizzata da Farida Belghoul per protestare contro l’imposizione dell’ideologia di genere nelle scuole francesi. Lo scorso 31 marzo 31.548 studenti in tutto il paese sono stati lasciati a casa dalle loro famiglie. Alla prima Giornata in febbraio gli alunni lasciati a casa erano stati 17.924: i numeri quindi sono quasi raddoppiati.

«PARTECIPAZIONE AUMENTA». «La partecipazione aumenta – commenta Belghoul – le rappresaglie hanno sempre meno impatto sulle famiglie. Più il tempo passa e più i genitori disprezzano le pressioni illegali e inutili dell’educazione nazionale. Più i genitori hanno un’identità forte, più sono attaccati elle loro tradizioni e più danno prova d’eroismo partecipando alla Jre».
Il 44,70% dei bambini lasciati a casa frequenta la scuola materna, il 40,19% le elementari, a conferma che le famiglie temono soprattutto l’indottrinamento dei più piccoli.

ABCD DELL’UGUAGLIANZA. Il movimento messo in piedi da Belghoul è nato per protestare contro il programma ABCD dell’uguaglianza voluta dal governo Hollande, che per «eliminare pregiudizi e stereotipi che possono essere alla base di discriminazioni» arriva a incitare i bambini fin dall’età di sei anni «a scegliere l’orientamento sessuale» proponendo libretti educativi come “Papà porta la gonna“, “Signora Zazie (ha il pistolino?) e “La nuova gonna di Bill”.

«PAURA IRRAZIONALE». Per il governo l’impatto della Jre «è marginale» e la paura alimentata dal movimento «irrazionale». Ma sempre più famiglie dimostrano di non apprezzare il tentativo del governo di «cambiare le mentalità degli studenti», come dichiarato programmaticamente dall’ex ministro dell’Educazione nazionale Vincent Peillon in una lettera inviata a tutti i rettori scolastici.