Formigoni: «Ci diamo appuntamento tra cinque anni, magari prima…»

Ha salutato così i cronisti il presidente lombardo che ha parlato a ruota libera delle prossime elezioni, di Lega e Albertini e degli ultimi scandali su sanità e rimborsi

«Questa è l’ultima volta che ho l’occasione di farvi gli auguri in veste di presidente della Regione. Ci diamo appuntamento tra 5 anni, magari prima…». Con questa frase il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha cominciato il suo discorso in occasione degli auguri di Natale con la stampa al 39esimo piano del Pirellone bis. «Non vi annuncio ancora se mi candido al Parlamento – ha detto il governatore – scioglierò questa riserva nel giorno in cui saranno indette le elezioni» anche se «mi stanno chiedendo in molti di candidarmi in Parlamento con loro». Formigoni ha poi sottolineato: «È la mia ultima legislatura, ve l’avevo detto, sto lavorando perché le idee e il metodo realizzato in Lombardia possano proseguire. Continuerò a lavorare con lo stesso impegno e determinazione finché i lombardi non avranno scelto il mio successore. Mi vedrete sempre nella veste di uno che fa politica, mi guarderò in giro per trovare altri luoghi dove svolgere la mia azione, mi voglio impegnare sia sul versante regionale che nazionale».

ELEZIONI. «Certamente in questo momento di rottura traumatica della legislatura e con la situazione che c’è a livello nazionale, la sinistra appare più competitiva anche in Regione Lombardia ma non si illuda di aver già vinto». E, per quanto riguarda la corsa alla presidenza della regione Lombardia: «Mi auguro che ci sia una convergenza di tutto il centrodestra su Gabriele Albertini e stiamo lavorando perché Berlusconi non dica Maroni». E se spuntasse un terzo nome? «Mi sembra fuori discussione, dopo di che la politica è il regno delle possibili sorprese», ha risposto. Secondo il governatore «quando si parte con una campagna elettorale, si parte sempre 0-0. Io ho sempre preso in serissima considerazione i miei avversari anche quando partivo favorito». Sulla data del voto, invece, «se slittasse di una o due settimane non sarà una tragedia, ma il governo decida la data e ce la comunichi. Noi siamo pronti da tempo».

SANITA’ LOMBARDIA. A proposito della nuova inchiesta sulla sanità lombarda, partita da alcune cliniche di Varese e nella quale sono indagati il senatore Antonio Tomassini e il dg della sanità regionale Carlo Lucchina, Formigoni è stato molto netto nel dire che «è l’ennesima montatura contro Regione Lombardia che non c’entra nulla. Quindi se volete parlare di scandalo parlate del Senato e del Governo. Le tangenti, se ci sono, sono state prese da un senatore per ottenere delle autorizzazioni a delle costruzioni relative ai mondiali di ciclismo di Varese, che non dipendono da Regione Lombardia ma dal governo nazionale». E difatti, ha aggiunto «si fa il nome di un ministro o di un sottosegretario alla Protezione civile: Regione Lombardia non c’entra nulla».
«L’ottimo Lucchina – ha proseguito – non ha percepito un centesimo, l’autorizzazione data è stata del tutto regolare. Lucchina è uno dei migliori manager d’Italia e la sua onestà è del tutto cristallina». Il governatore ha concluso: «Qui abbiamo un imprenditore chiacchierato con diversi fallimenti alle spalle, sotto indagine, che passa nel ruolo di grande accusatore. Un caso identico a quello Angelucci-Del Turco».

RIMBORSI. A proposito dell’inchiesta sui rimborsi ai gruppi politici che coinvolge alcuni consiglieri regionali di Pdl e Lega Nord, Formigoni si è detto dispiaciuto che «alcuni colleghi della Lega non si siano presentati dai magistrati, ma per quanto riguarda il gruppo del Pdl carte alla mano gli eventuali illeciti che dovranno essere dimostrati ammontano al massimo al 5 per cento». Secondo Formigoni, invece, il capogruppo del Pdl Paolo Valentini ha avuto «il coraggio civile di presentarsi al pm». «Se qualcuno ha “acquistato la bistecca” sarà punito», anche se «le spese irregolari se ci sono riguardano pochi consiglieri e non sono state rimborsate spese per creme di bellezza».