Filippine: sì alla salute riproduttiva. Chiesa: «Ai poveri non servono contraccettivi, ma educazione»

Camera e Senato hanno approvato due versioni diverse della legge e mercoledì dovranno trovare un accordo. Per la Chiesa «questa legge corrompe le anime».

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Il Senato delle Filippine ha approvato la legge sulla salute riproduttiva con 133 voti a favore contro 79. La legge permetterà il controllo delle nascite, la diffusione di pillole abortive e contraccettivi a basso costo, preludio a una norma vera e propria sull’aborto. La Conferenza episcopale delle Filippine si è opposta con forza alla legge chiedendo a tutti i fedeli di pregare e digiunare.

«PERICOLO PER LE DONNE». La legge è stata approvata dalla Camera il 13 dicembre. Il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, ha parlato di scelta «sfortunata e tragica» perché «i contraccettivi non aiutano i poveri né i bambini né la famiglia. Rappresentano invece un pericolo per le donne, i bambini e la famiglia». È la quarta volta che le Filippine tentano di approvare una legge simile, ma è sempre stata respinta.

«CORROMPE LE ANIME». La partita però non è ancora chiusa. Camera e Senato, infatti, hanno approvato due versioni diverse della legge e mercoledì dovranno trovare un accordo. Per il vicepresidente della Conferenza episcopale filippina, Socrates Villegas, «questa legge corrompe le anime. I poveri non escono dalla miseria con i contraccettivi, ma grazie a un migliore accesso all’educazione, agli ospedali e grazie a una diminuzione della corruzione nel governo».

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