Figuraccia della Cia a Mosca. Ma quante spie ha perso il Cremlino in questi anni?

Non sono pochi gli agenti russi fermati in occidente. Gli ultimi? I trafficanti di Houston, i coniugi di Stoccarda, e la spia “senza veli” Anna Chapman, detta “la Rossa”

La figuraccia di Ryan Christopher Fogle, l’agente della Cia fermato l’altro ieri a Mosca dal controspionaggio russo mentre portava a spasso il kit-spia al completo (due occhiali da sole, due parrucche, telefonino con segnale criptato, buste con bigliettoni da cinquecento euro, lettera di istruzioni per l’informatore) forse non ha precedenti. Ma non sono stati pochi, in questi anni, i casi delle spie russe beccate con le mani nel sacco nei paesi occidentali.

TRAFFICANTI IN TEXAS. L’ultimo caso noto di spie arrestate, in ordine di tempo, si è registrato a Houston, in Texas. Tre persone figurano ancora fra i ricercati dell’Fbi, dallo scorso dicembre. Sergei Klinov, Yuri Savin e Dmitry Shegurov riuscirono a scappare dagli Stati Uniti prima che gli agenti federali li arrestassero. Insieme ad altre otto persone, sono accusati di aver trafficato illegalmente, per conto dei servizi segreti russi, materiale bellico ad alta tecnologia per un valore di 50 milioni di dollari. L’attività era organizzata da due aziende, una a Houston e una a Mosca. Si è trattato, secondo l’Fbi, di un «complotto furtivo e sistematico», che le spie mandarono avanti dall’ottobre del 2008 fino al 2012.

100 MILA EURO, STIPENDIO DA SPIA. Nel 2011, a essere fermati, questa volta in Germania, furono Andreas e Heidrun Anshlag, ora sotto processo a Stoccarda. Due “insospettabili” coniugi di mezza età che hanno sempre rifiutato di rispondere alle accuse della procura. Secondo le autorità tedesche sarebbero spie russe di alto livello, con trent’anni di attività alle spalle. Per il loro lavoro, lo stipendio era di 100mila euro l’anno.
Paga meritata, a quanto pare: sono riusciti a trafugare progetti di nuove armi occidentali, dossier politici, documentazione sulle forze della Nato e sull’Unione Europea, grazie anche alla collaborazione di Raymond Poeteray, impiegato del ministero degli Esteri olandese. Il materiale era lasciato in una cassetta delle lettere, oppure mandato via youtube.
Il processo dovrebbe concludersi a giugno. Il loro avvocato, Horst Dieter Pötschke, legale di numerose spie dell’ex Ddr, ha prospettato la possibilità di uno scambio di agenti segreti incarcerati fra Russia e Germania.

ANNA LA ROSSA. Anna Vasil’yevna Kushchyenko, più nota come Anna Chapman alias Anna la Rossa è diventata famosa per aver posato “senza veli” per numerose riviste patinate. Fu arresta a New York, nel 2010, insieme ad altri nove agenti dei servizi russi infiltrati negli Stati Uniti. Per incastrare la sexy spia, l’Fbi le diede un appuntamento in uno Starbuck’s di Times Square facendosi passare per i servizi russi. «Sei pronta a passare di livello?», gli chiese l’agente dell’Fbi mentre le consegnava un passaporto falso. Lei accettò e finì in manette.
Figlia di un diplomatico russo, laureata in economia, non usava nomi falsi. Aveva l’incarico di usare le sue grazie e le sue indubbie capacità relazionali per tessere una tela di conoscenze con le alte sfere statunitensi che potessero, in seguito, tornare utili ai servizi segreti russi. Come gli altri nove è stata liberata, dopo uno scambio con quattro agenti segreti occidentali detenuti in Russia.