Ferdinand, le strette di mano e una telenovela che non vuole mai finire


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Più che una vicenda sportiva, sembra un infinito episodio di una telenovela. Dove però gli sviluppi si fanno sempre più raccapriccianti e noiosi, con tutta la complicità della mania di protagonismo dei fratelli Ferdinand. Pensavamo infatti che il “racial case” di John Terry avesse trovato la sua conclusione lo scorso luglio, quando la Corte di Westminster aveva assolto il capitano del Chelsea dalle accuse di insulti razziali al più giovane dei due fratelli inglesi di colore, Anton. Invece sembra che a quest’ultimo la sentenza non sia andata ancora giù, tanto che il suo club, il QPR, ha chiesto di sospendere su suo invito la rituale stretta di mano d’inizio partita per il prossimo match, proprio contro il Chelsea. La stessa cosa che era accaduta lo scorso 29 aprile e, prima ancora, il 28 gennaio, prima dei match di campionato e FA Cup, date in cui però la vicenda giudiziaria non era ancora arrivata a conclusione, e ancora aperta era la ferita tra i due giocatori.

COLE. Ma gli ultimi episodi hanno visto comparire sulla scena un nuovo personaggio, rendendo la trama della storia ulteriormente avvincente. Si tratta di Ashley Cole, compagno di squadra di Terry e testimone in sua difesa al processo di luglio: Anton non vuole stringere la mano neanche a lui sabato prossimo a Loftus Road. Lo considerano un traditore a casa Ferdinand, un caro amico che li ha accoltellati alle spalle, come dimostra anche il tweet del Red Devil Rio, che a metà agosto si riferiva al terzino del Chelsea chiamandolo “choc-ice” (“cioccolatino gelido”, appellativo usato per indicare chi, pur essendo di colore, si comporta alla maniera dei “bianchi”): anche la Disciplinare apprezzò poco l’umorismo a sfondo razziale di Ferdinand, e lo punì con una multa di 45mila sterline.

RIO. Bastava al difensore del Manchester? Evidentemente no. Era stato lui a dare man forte al fratello Anton nel procedere per vie legali contro Terry, e quindi ha sentito ancor di più la sconfitta giudiziaria sulla sua pelle. Sembra che anche lui stia valutando se il prossimo 28 ottobre stringere la mano al capitano del Chelsea a inizio partita, quando United e Blues saranno contro. Insomma, clima ancora teso, e poco importa se sia Terry che Cole molto probabilmente non giocheranno sabato contro il QPR, a causa di problemi fisici; meglio che il club di casa assecondi le richieste di Anton Ferdinand e si premuri da eventuali momenti di tensione poco polite. Poi si spera che la telenovela finisca con buona pace di tutti e lasci spazio al calcio giocato, la sola cosa che interessa veramente alla gente, stufa di tutto quello che è scaturito da uno scontro come se ne vedono tanti sui campi e e da una palla non restituita all’avversario. Insomma, ritorni ad essere quello che è: un semplice contrasto di gioco degenerato in litigio, cui si può tranquillamente mettere una pietra sopra. Magari con una stretta di mano.