Fast & Furious 8. Grande spettacolo di chiappa e spada

Certo, non è cinema d’essai, di culturale ci sono solo i fondoschiena e le carrozzerie femminili. Un po’ prison movie, un po’ spaccatutto, non manca di ironia

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti

Un film di F. Gary Gray. Dominic Toretto è costretto a mettersi contro l’amata famiglia

Certo, non è cinema d’essai, di culturale ci sono solo i fondoschiena e le carrozzerie femminili: è un moderno film di chiappa e spada con le spade sostituite da pistoni più o meno metaforici. Il resto sono controfigure clamorose e grande spettacolo: e qui c’è Charlize Theron in versione rasta che ti fa ribollire il radiatore intero; c’è Jason Statham che fa Schwarzenegger con un bimbo in braccio, c’è qualche dialogo che ti fa cadere la cinghia di distribuzione. C’è Toretto che fa il cattivone.

Rispetto agli ultimi tre capitoli, i migliori, la regia (di F. Gary Gray) non è un granché come non è un granché il figlio di Eastwood che prova a fare Walker. Un po’ prison movie, un po’ spaccatutto, non manca di ironia, il plot è da Quella sporca dozzina.

Non brillerà per grande intelligenza ma è autentico cinema popolare, l’ennesimo omaggio alla famiglia come àncora di salvezza e luogo di amicizia: quella che Toretto definisce come «la cosa più bella della vita».

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