Espn cambia idea: lo spot con le parole “Dio” e “Gesù” andrà in onda

Lo spot dell’ospedale cattolico di St. Louis inizialmente era stato bloccato perché usava termini “problematici”, poi ieri la marcia indietro

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Alla fine da Espn è arrivata la marcia indietro, e domani pomeriggio lo spot del Cardinal Glennon Children’s Medical Center di St. Louis andrà in onda nella sua forma originale, durante la gara del campionato universitario di basket tra Virginia Commonwealth e Northern Iowa. Nessun taglio delle parole considerate “problematiche”, ossia i nomi di “Gesù” e “Dio” contenuti negli slogan della pubblicità natalizia.

IL CASO. Del paradossale divieto che l’emittente sportiva aveva imposto alla pubblicità dell’ospedale cattolico vi avevamo parlato ieri: si parlava del Natale come «la festa della nascita di Gesù» e chiedeva un sostegno ai pazienti della struttura con messaggi di speranza, «per aiutarci a mostrare la presenza della guarigione di Dio». Insomma, allusioni troppo esplicite all’origine cristiana di questa festività, che ad Espn in un primo momento non erano piaciute, tanto da scegliere per il blocco della pubblicità.

I DUE COMUNICATI STAMPA. Ieri poi è stato il giorno dei comunicati stampa di spiegazione: inizialmente la rete tv usciva allo scoperto e ammetteva che lo spot proposto «non conciliava coi nostri standard di sostegno pubblicitario», giurando però di essere già riusciti a trovare un compromesso con l’ospedale con una nuova pubblicità che non menzionava “Gesù” e “Dio”. Poi però, ecco la retromarcia definitiva: «Abbiamo revisionato un’altra volta la pubblicità proposta e siamo arrivati alla conclusione che accetteremo la richiesta originale. La decisione è coerente con la nostra pratica di revisione individuale di tutti gli spot sotto i nostri parametri di sostegno pubblicitario».

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