Elezioni europee. Volano gli euroscettici in Francia e Gran Bretagna ma il Ppe resta primo partito in Parlamento

Marine Le Pen in Francia ha dato una batosta storica a Hollande, che con i socialisti ha preso solo il 14% dei voti. In Gran Bretagna ha vinto l’Ukip: erano 100 anni che non vinceva un partito diverso da Tory e Labour

Volano gli euroscettici in Europa, guidati da Francia e Gran Bretagna, dove Marine Le Pen e Nigel Farage hanno vinto le rispettive tornate elettorali. Il risultato più clamoroso è sicuramente quello francese: il Front National di Le Pen ha stravinto con il 25,40% dei voti. Tiene l’Ump con il 20,6% mentre i socialisti di Francois Hollande ricevono una batosta storica ed eclatante, crollando al 14%, il peggior risultato di sempre.

SORPRESA UKIP. Il secondo terremoto è stato registrato in Gran Bretagna, paese euroscettico per eccellenza, dove gli antieuro dell’Ukip hanno vinto superando il 29% dei voti e conquistando 24 seggi. I laburisti si sono fermati al 25,4%, mentre i conservatori al 24,6%. È la prima volta dal 1910 che una tornata elettorale non viene conquistata da uno dei due partiti storici, Labour e Tory. Logico il commento entusiasta di Farage: «Il più straordinario risultato della storia politica degli ultimi 100 anni».

EUROSCETTICI IN OLANDA E GERMANIA. Gli euroscettici non vincono, ma ottengono buoni risultati, anche in Olanda e Germania. Ad Amsterdam il Partito per la Libertà di Wilders, per mesi dato in testa ai sondaggi, è arrivato secondo a pari merito con i progressisti. Vincono invece i cristiano-democratici del Cda, che ottengono 5 seggi contro i 4 delle altre due formazioni.
A Berlino primeggia come previsto Angela Merkel con la Cdu/Csu, che ottiene il 36,3% dei voti. I compagni di coalizione dell’Spd, avversari in Europa, arrivano al 27,4% mentre gli anti-euro dell’Afd, nati solo nella primavera del 2013, raggiungono il 7%.

IN GRECIA TRIONFA TSIPRAS. In Austria vince il centrodestra dell’Ovp con il 27,3%, i nazionalisti e anti-Ue dell’Fpo arrivano terzi con il 19,5%. In Danimarca spopola il partito anti-immigrati Danish People Party con il 26,2%, che però non si alleerà con Marine Le Pen, giudicata antisemita e antigay. In Grecia, invece, trionfa il partito anti-Ue per eccellenza, la sinistra di Syriza di Alexis Tsipras, primo partito greco con il 26,5% dei voti. Tsipras ha fatto della lotta all’austerità imposta dalla troika Ue-Bce-Fmi la sua ragion d’essere. Bene anche Alba Dorata, che raggiunge il 9,34%.
In Spagna, infine, i due principali partiti (Pp e Psoe) perdono cinque milioni di voti rispetto al 2009, anche se arrivano rispettivamente al primo e al secondo posto. Ottimo il risultato degli anti-euro di Podemos, che nonostante i pochi mesi di vita hanno conquistato il 6,46 per cento dei voti ottenendo 5 seggi al Parlamento europeo.

PPE PRIMO PARTITO. Complessivamente, il Partito popolare europeo si conferma prima formazione in Parlamento con il 28,2% dei voti, 7% in meno rispetto al 2009, e 212 seggi. Il Partito socialista europeo si ferma invece al 24,8% e 186 seggi. È dunque probabile che i due partiti, considerati anche i 140 seggi ottenuti in totale dagli euroscettici che potrebbero allearsi, dovranno in qualche modo trovare un compromesso e guidare l’Europa insieme nei prossimi cinque anni.