Egitto. «I Fratelli musulmani assaltano le chiese e vi pregano come fossero moschee»

Altre notizie drammatiche dal paese dove i cristiani vivono barricati in casa. «Sono i copti i veri eroi anonimi di questa crisi»

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«Sono i copti i veri eroi anonimi di questa crisi». Gilberto Mastromatteo, giornalista di Avvenire al Cairo, ha raccolto alcuni commenti in relazione alla drammatica situazione dei cristiani nel paese. Il direttore del settimanale copto Watani, Youssef Sidhom, gli ha spiegato che «i cristiani sono sotto attacco in tutto il paese. Ci sono persone ancora barricate in casa e senza viveri, in balia delle minacce delle bande islamiche». Il direttore racconta che a metà agosto «sono state attaccate o bruciate oltre 60 chiese. E non sempre l’esercito riesce a garantire la protezione dei civili. Ma i copti si stanno comportando con dignità e equilibrio, evitando reazioni che alimenterebbero ancora di più la spirale di odio».
A suo parere, esiste una differenza tra i giovani Fratelli musulmani e i più anziani. I primi, spiega, si sono schierati assieme ai cristiani per difendere le chiese dal «fanatismo delle vecchie leve. L’unica speranza che abbiamo sono loro».

CHIESE COME MOSCHEE. Un corrispondente dello stesso giornale a Minya racconta che quasi ogni chiesa del luogo è stata bruciata. «La situazione è drammatica – racconta il giornalista – migliaia di persone vivono segregate in casa e attendono in ogni momento nuove ritorsioni da parte degli estremisti islamici. L’esercito fatica a controllare la situazione, nonostante il coprifuoco. La gente è terrorizzata. In tre chiese assaltate la scorsa settimana, i fratelli musulmani hanno iniziato a pregare come fossero moschee».

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