Egitto, condannata a sei mesi di carcere l’insegnante cristiana accusata di blasfemia. Ma la scuola la difende

In primo grado era stata condannata solo a una pena pecuniaria, ora è stata inasprita. Secondo tre «genitori estremisti» avrebbe insultato Maometto ma il preside musulmano la difende: «È tutto falso»

L’insegnante cristiana Dimyana Abdel Nour, già condannata in Egitto nel giugno 2013 in primo grado a pagare 100 mila lire egiziane (circa 10 mila euro) per presunta blasfemia, è stata condannata ieri al processo di appello a sei mesi di carcere. Secondo il tribunale di Luxor la donna avrebbe insultato l’islam e Maometto davanti ai suoi alunni delle elementari.

IL CASO. Abdel Nour è stata arrestata il 9 maggio 2013: alcuni ragazzi l’hanno accusata di aver detto che papa Shenouda III, predecessore di Tawadros II alla guida della Chiesa copta ortodossa, ha fatto più miracoli di Maometto. La donna avrebbe anche fatto finta di vomitare al suono della parola Maometto. Lei ha sempre negato tutto ed è stata anche difesa dal suo preside (musulmano), secondo cui è stata denunciata solo perché ad alcuni «genitori estremisti» non va a genio che porti i pantaloni, e non la gonna, e che non indossi il velo.

LA SCUOLA LA DIFENDE. Sempre secondo il preside, tutti gli studenti della classe di Abdel Nour sono stati interrogati in merito e tutti, tranne i tre figli degli accusatori, hanno negato la blasfemia. Per evitare tensioni il preside aveva anche sospeso la donna ma non è servito. Però continua a difenderla: «Se avessi voluto far piacere a qualcuno, l’avrei accusata anch’io, così mi avrebbero portato in trionfo. Invece ho ricevuto diverse minacce per la mia posizione».

PROCESSI PER BLASFEMIA. I processi per blasfemia si sono moltiplicati in Egitto negli ultimi anni, specie da quando i Fratelli Musulmani nel 2011 hanno preso il potere. Secondo il vescovo di Assiut, monsignor William Kiryllos, «ci sono molti elementi nel governo, nelle autorità giudiziarie, che ancora sono» estremisti. «Non sono pochi quelli che richiedono la “purificazione” di tutti gli enti dello Stato dagli elementi estremisti, per mettere fine a questa ingiustizia. Speriamo che questo passo venga seguito da altri passi simili – continua parlando a Radio Vaticana -, per eliminare questa atmosfera di fanatismo diffuso nel Paese da quando i Fratelli musulmani hanno preso il potere».