Ed Houben ha 98 figli. Dona sperma (col «metodo tradizionale») a coppie bisognose. Mica perché gli piace. Lo fa «per altruismo»

Prima frequentava le banche del seme, ma oggi aiuta chi è in difficoltà. Ma i mariti non sono gelosi? Figurarsi. Lui è felice di aiutarli «con la spermatozoo di cui hanno bisogno»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Ed HoubenEd Houben è un donatore di sperma caritatevole. Fa la guida turistica nei Paesi Bassi e la sua missione è aiutare donne single, coppie lesbiche ed eterosessuali con problemi di fertilità ad avere un bambino. Ed è una persona speciale, perché dopo anni passati nelle banche del seme a “donarsi” anonimamente, ha finalmente deciso di uscire allo scoperto e utilizzare il “metodo tradizionale” per il concepimento. Altruismo, nient’altro. Ed ha scoperto infatti di avere una dote. Un eccezionale talento nel fecondare le donne. E non vuole disperderlo con le siringhe e con la fecondazione artificiale. Meglio fare un bebè gratuitamente usando il «metodo tradizionale».

IL BUON SAMARITANO. Alla Bbc, il buon samaritano spiega come funziona il suo hobby. Racconta di una coppia di britannici che non riusciva ad avere figli e che, dopo aver visto il suo sito, ha deciso di andare a trovarlo in Olanda. «Sono rimasti per otto giorni, io e lei abbiamo dormito insieme quattro volte e, dopo quasi 10 anni di tentativi, hanno avuto la loro prima gravidanza». Per questo, «l’anno scorso sono venuti a trovarmi di nuovo, e ora sono in attesa del loro secondo figlio». Il metodo tradizionale non infastidisce i mariti? Secondo Ed, no. Cita l’esempio di una coppia di bielorussi che hanno speso tutti i risparmi per la fecondazione nelle cliniche private. Non è servito a nulla. «Sono venuti da me tre volte e ora hanno un bambino». Questi mariti non sono sentimentali, guardano oltre, non dicono «ooh c’è un estraneo a letto con mia moglie». Se il metodo funziona, sono contenti anche loro.

98 FIGLI. «Quando sento parlare di persone che vogliono avere un bambino per offrirgli una vita felice, piena di opportunità, e un sacco di amore, il fatto che il loro desiderio non possa essere soddisfatto mi rende infelice». «Ecco perché sono diventato un donatore – spiega Ed nel suo sito personale – se la gente mi può convincere che se fossi il loro bambino mi sentirei bene, sono felice di aiutarli con la spermatozoo di cui hanno bisogno».
Ma il suo, badate bene, non è sesso senza responsabilità. Ciò che motiva Ed è «la bella speranza di creare una nuova vita che sarà amata e curata» e che il bambino sia libero di conoscere il proprio padre naturale. Il fatto che abbia quasi un centinaio di figli da decine di donne bisognose di gravidanze, non significa che non sia un tipo previdente. Sul computer di casa tiene aggiornato l’elenco della sua progenie per ridurre il rischio che i suoi 98 figli possano involontariamente “incrociarsi”. «Se uno dei miei figli incontra qualcuno che non conosce il suo padre naturale, può consultare questa lista», spiega alla Bbc. Sul fatto che possa finalmente trovare una moglie ed avere una famiglia sua non sa ancora rispondere. Lo spera.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •