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Dossier – La paura di Hitler dell’arte degenerata
Otto Dix, George Grosz, Ernst Kirchner, Paul Klee, Oskar Kokoska, Emil Nolde: ecco alcuni degli artisti bollati come degenerati dal governo nazista guidato da Hitler, che ordinò ai musei che ne possedevano le opere, il divieto di esporle nelle collezioni e l’obbligo di cederle ai nazisti stessi, i quali sapevano il buon uso che ne avrebbero fatto. Un terzo delle circa 21 mila opere appartenenti alla Entartete Kunst (letteralmente arte degenerata) fu, infatti, venduto per finanziare la Germania nazista, un altro terzo fu distrutto in un incendio e l’ultima parte risulta ancora non pervenuta. Ma come può essere spiegata questa paura, o questo risentimento, nei confronti di Espressionisti e simili (cubisti, dadaisti, astrattisti e primitivi)? La risposta è inclusa nel programma di pulizia etnica portato avanti dagli “ariani” che volevano epurare i musei dalle preoccupanti opere dalle forme distorte e dai colori innaturali non adatti alla loro razza “superiore”.

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