Il campione portoghese che ha lasciato il ritiro della Nazionale offeso perché messo in panchina non è il primo grande sportivo a non capire quando è ora di dire basta
Cristiano Ronaldo seduto in panchina durante Norvegia-Portogallo (foto Ansa)
«Dopo di me il diluvio» è la frase attribuita a re Luigi XV dopo una disfatta dell’esercito francese. Non sappiamo se Cristiano Ronaldo l’abbia pensata durante lo scenografico abbandono del ritiro danese della Nazionale per lesa maestà (la sua), vanamente inseguito dai massimi dirigenti della Federcalcio mentre stava scappando offeso sul proprio – e griffatissimo – jet personale. Ma se diluvio doveva essere, questo non c'è stato.
Alla prima partita nel dopo CR7, il Portogallo ha travolto 4-2 la Danimarca con una prova scintillante come non si vedeva da tempo. Per gli amanti delle statistiche, prendiamo il match con il Galles del 24 settembre, l'ultimo di Ronaldo titolare: a Copenaghen 10 tiri in porta contro 5, 2,25 contro 1,93 gli xG (gli expected gol, ovvero le possibilità di segnare). Non solo: un assist e un gol per Gonzalo Ramos, il centravanti del Milan che ammuffiva in panchina al posto del suo (ex) capitano e la maglia numero 7 andata a rivitalizzare persino Leao, passato da b...
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