Decreto apprendistato. Lettera di un preside al ministero: «Restiamo l’ultima ruota del carro»

«Il decreto non risolve le gravi deficienze legislative che da decenni affliggono le scuole». Lettera di Roberto Pellegatta, Isis-Ipsia Meroni di Lissone

Pubblichiamo una lettera che Roberto Pellegatta, preside dell’Isis-Ipsia Meroni di Lissone, ha indirizzato al ministero dell’Istruzione, in merito al decreto interministeriale, firmato ieri dal Miur e i ministeri di Lavoro ed Economia, che introduce, a partire dal prossimo anno scolastico, in via sperimentale, l’apprendistato in azienda per i ragazzi delle classi quarta e quinta superiore.

 

Alla Segreteria dell’On. Ministro all’Istruzione

Ai Sottosegretari all’Istruzione

Gent.ssimi,

ho letto oggi il testo del Decreto firmato sull’apprendistato e sono molto rattristato da quanto il Ministero ha scelto di promulgare.

Confermo le valutazioni negative che mi ero permesso di inviare in fase di riflessione e che ho pubblicato su alcuni organi di stampa.

Il decreto comporterà un forte aumento di difficoltà all’attuale funzionamento degli Istituti tecnici e professionali, non risolvendo in nulla le gravi deficienze legislative che durano da decenni in materia di rapporto scuola-lavoro.

Siamo e restiamo ancora in materia l’ultima ruota del carro europeo a fronte di nazioni come Portogallo e Spagna che da anni hanno introdotto il sistema duale. Dietro di noi c’è solo la Grecia.

Assieme alle precedenti, purtroppo anche l’attuale dirigenza politica si assume l’onere non solo di una seria disattesa alle necessità di riforma, ma anche quello di un serio aumento delle difficoltà dell’attuale situazione nelle scuole statali, che funzionano, su questo problema, da decenni in regime di puro volontariato.

Scusate la franchezza, ma me ne sento obbligato non solo dalla passione che da quarant’anni dedico alla scuola, ma anche dal dovere professionale di far presente quanto serve effettivamente alla scuola reale e che vedo da oltre vent’anni di dirigenza di istituti statali.

Distinti saluti,

Roberto Pellegatta