Sono i giacimenti del “nuovo petrolio” della civiltà digitale, valgono investimenti miliardari, eppure la loro diffusione esponenziale suscita paure e resistenze ovunque. Anche nel nostro paese. Domande, risposte e bug nella narrazione intorno all’invasione dei data center
C’è un grafico molto citato dagli scenaristi della tecnologia informatica: lo hanno realizzato i ricercatori della società di consulenza Idc - International Data Corporation e rappresenta la stima secondo cui «la quantità di dati creati, raccolti, replicati e utilizzati in tutto il mondo» è passata dai 2 zettabyte del 2010 ai 180 e rotti zettabyte del 2025 (un zettabyte, Zb, equivale a un miliardo di miliardi di gigabyte). La “datasfera globale” insomma si è quasi centuplicata in quindici anni, con una netta accelerazione negli ultimi sei, nei quali si è più che quadruplicata. Ed è destinata a triplicare ancora da qui al 2029, quando, sempre secondo Idc, raggiungerà quota 527,5 Zb, pronta a superare i 700 nel 2030.
Non siamo neanche entrati appieno nell’era delle auto a guida autonoma e dei robot che costruiscono altri robot, e già oggi «in misura crescente» questi miliardi di miliardi di miliardi di dati «vengono creati dalle macchine e nell’ambito di attività di intelligenza artifici...
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